Importanti diminuzioni del reddito associate a infarto e ictus

Importanti diminuzioni del reddito associate a infarto e ictus

Importanti diminuzioni del reddito associate a infarto e ictus
Uno studio condotto negli Stati Uniti su circa 9 mila individui seguiti mediamente per 17 anni, ha rilevato come la perdita di capacità finanziarie si associ a una maggiore frequenza di infarti, ictus e insufficienza cardiaca. Di contro, un miglioramento dello status economico riduce del 14% il rischio di queste patologie

(Reuters Health) – Sperimentare un calo sostanziale del reddito può aumentare il rischio di infarto o di ictus a distanza di anni. E’ quanto emerge da uno studio USA pubblicato online da JAMA Cardiology. I ricercatori – guidati da Stephen Wang, del Brigham and Women’s Hospital and Harvard Medical School di Boston – hanno valutato lo stato di salute e le variazioni di reddito di 8.989 adulti.
 
All’inizio dello studio l’età media dei partecipanti era di 53 anni. Nei 6 anni successivi, il reddito della maggior parte delle persone è rimasto stabile, il 10%, però, ha visto il suo reddito diminuire di oltre la metà, il 20% invece ha avuto un aumento delle entrate di almeno il 50%.
 
All’inizio dello studio nessuno dei partecipanti aveva una storia di infarto, ictus o insufficienza cardiaca. Dopo un follow-up medio di 17 anni, le persone che avevano subito un’enorme riduzione della retribuzione presentavano il 17% di probabilità in più di avere un infarto, ictus o insufficienza cardiaca rispetto ai partecipanti con reddito costante o in aumento.
 
“L’aumento del rischio potrebbe essere dovuto a una risposta biologica allo stress oltre alle difficoltà finanziarie”, osserva Edward Havranek, autore di un editoriale che accompagna lo studio e direttore di Medicina presso il Denver Health Medical Center in Colorado.
 
“Lo stress cronico aumenta la pressione sanguigna e probabilmente causa un’infiammazione che colpisce i vasi sanguigni. Credo che invece gli effetti sociali ed economici siano più importanti”, precisa Havranek. “Un improvviso calo del reddito rende probabilmente più difficile permettersi l’assistenza sanitaria e costringe le persone a prestare attenzione ai soldi piuttosto che a prendersi cura di se stessi”.

Bisogna poi considerare che la diminuzione del reddito non è necessariamente associata alla perdita del lavoro. “La perdita di un coniuge a causa di morte o divorzio può causare un forte calo del reddito; queste cose ovviamente hanno un effetto su di noi”, conclude Havranek.

Nel range di coloro che hanno subito un decremento delle entrate, Il reddito medio familiare è sceso da 40.516 a 14.655 dollari. Per gli individui con reddito costante, il reddito medio delle famiglie è leggermente diminuito da 43.897 a  43.057 dollari.E per coloro le cui fortune sono migliorate notevolmente, il reddito familiare medio è salito da 26,099 a 53,347 dollari.

Queste persone inoltre, avevano il 14% in meno di probabilità di avere un infarto, ictus o insufficienza cardiaca rispetto alle loro controparti con guadagni costanti.

Fonte: JAMA Cardiol 2019

Lisa Rapaport

(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

18 Ottobre 2019

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...