Incontinenza pediatrica: al Bambino Gesù si cura col pacemaker vescicale

Incontinenza pediatrica: al Bambino Gesù si cura col pacemaker vescicale

Incontinenza pediatrica: al Bambino Gesù si cura col pacemaker vescicale
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è il primo ospedale in Italia a eseguire la “neuromodulazione sacrale”, un intervento chirurgico mininvasivo in grado di mettere fine all’incontinenza e alla ritenzione.

Un piccolo stimolatore – un vero e proprio pacemaker – impiantato sottopelle nella regione lombare in grado di riattivare il complesso controllo nervoso che regola il riempimento e lo svuotamento della vescica. È con questa tecnica chirurgica mini-invasiva – denominata “neuromodulazione sacrale” – che all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si cura l’incontinza pediatrica grave.L’ospedale è il primo centro pediatrico in Italia e uno dei pochi al mondo (10 in totale) dotato di tecnologie e professionalità in grado di eseguirla in pazienti in età pediatrica.
Dall’incontinenza, alla ritenzione e alle infezioni urinarie, nel nostro Paese le patologie neurologiche della vescica colpiscono 4-5 mila bambini e, essendo invalidanti, incidono pesantemente sulla qualità della loro vita e sullo sviluppo della loro personalità.
L’esperienza maturata dall’équipe di esperti del Bambino Gesù e il ricorso a indagini diagnostiche di estrema precisione, ha portato ad affinare il trattamento al punto di non dover più ricorrere all’anestesia generale a partire dai 12 anni di età e di ridurre considerevolmente i tempi chirurgici a una media di 40 minuti a intervento.
Si tratta di una novità assoluta sul fronte del trattamento delle patologie della vescica in età pediatrica che permette ai piccoli pazienti di proseguire nel percorso di crescita con maggiore serenità, sospendendo, nella maggior parte dei casi, la terapia farmacologica e abbandonando il ricorso al catetere.
L’esperienza del Bambino Gesù in questo campo – riconosciuta a livello internazionale – sarà illustrata a Copenhagen al Congresso europeo di urologia pediatrica.
  

26 Aprile 2011

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