Infezioni osteoarticolari. L’impatto della terapia a pressione negativa. Il focus in un convegno a Napoli

Infezioni osteoarticolari. L’impatto della terapia a pressione negativa. Il focus in un convegno a Napoli

Infezioni osteoarticolari. L’impatto della terapia a pressione negativa. Il focus in un convegno a Napoli
Il tema è stato esaminato durante il ‘II convegno su moderni orientamenti nella diagnosi e terapia delle infezioni osteoarticolari”, organizzato dalla Divisione di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale S. Gennaro. Particolare attenzione è stata rivolta all'applicazione clinica delle cellule staminali.

“Nuove tecnologie all’avanguardia come la terapia a pressione negativa, le medicazioni biologiche e l’applicazione in loco di ‘sostituti ossei antibiotati’ per curare una patologia ‘complessa’ come quella delle infezioni osteoarticolari”. E’ quanto emerso oggi a Napoli durante il ‘II convegno su moderni orientamenti nella diagnosi e terapia delle infezioni osteoarticolari”, organizzato dalla Divisione di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale S. Gennaro, diretta da Paolo Mallano, la cui equipe, lo scorso 3 giugno, operò, per una frattura di collo femore, una donna di 107 anni, che attualmente ha ripreso la deambulazione.

“Particolare attenzione hanno destato i risultati delle prime casistiche di applicazione clinica delle cellule staminali, in grado di differenziarsi e produrre le varie linee cellulari, per rigenerare cute, muscolo, legamenti, tendini e ossa. Seppur ancora in fase embrionale, la pratica è già realtà” ha detto Ciro Pempinello, presidente del convegno.

“La vera emergenza, come stabilito dall’Oms, è lo sviluppo di determinati ceppi batterici resistenti agli antibiotici. Tali ceppi sono considerati un allarme perché nei prossimi 10 anni non sono previste immissioni sul mercato di altre molecole antibiotiche, in particolar modo per i germi ‘Gram negativi’”, ha aggiunto.

“Un percorso uniforme di trattamento e cura delle infezioni osteoarticolari necessita anche di una rete ospedale-territorio che noi medici dell’Asl Na1 ci stiamo già impegnando a realizzare, in modo da ridurre i viaggi della speranza fuori regione, che significano anche notevole risparmio dei costi. Ad oggi, le infezioni ortopediche incidono per il 32% sull'intero budget dell’ortopedia italiana”, ha concluso il presidente del convegno.

“E’ fondamentale l’approccio giusto e motivato verso i pazienti affetti da infezioni osteoarticolari ed è indispensabile la massima prevenzione per limitare i gravi danni che ne derivano e il ‘costo’ sanitario, economico e sociale, che risulta molto alto”, ha sottolineato Aldo Bova, presidente onorario del convegno e primario emerito divisione di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale S. Gennaro.
 

16 Ottobre 2015

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