Influenza. Una malattia ancora sottovalutata: ogni anno nel mondo dai 3 ai 5 milioni di casi gravi, con oltre 70mila morti solo in Europa e costi altissimi

Influenza. Una malattia ancora sottovalutata: ogni anno nel mondo dai 3 ai 5 milioni di casi gravi, con oltre 70mila morti solo in Europa e costi altissimi

Influenza. Una malattia ancora sottovalutata: ogni anno nel mondo dai 3 ai 5 milioni di casi gravi, con oltre 70mila morti solo in Europa e costi altissimi
Se ne è parlato a Parigi al VaxExcel. L’influenza è una condizione spesso sottovalutata, che comporta complicazioni anche gravi ed è stata sottolineata l’importanza della vaccinazione come efficace mezzo di prevenzione. L’incontro si è posto l’obiettivo di cambiare il paesaggio della vaccinazione anti influenzale in Europa

L’influenza ha un impatto importante sulla popolazione, in termini di persone colpite, ospedalizzazioni, complicanze e decessi. Il modo migliore per far fronte all’infezione, è la prevenzione attraverso il vaccino anti-influenzale.
 
È iniziata la stagione influenzale 2019-2020, e non va sottovalutata. Secondo i dati dell’Oms, si verificano ogni anno nel mondo dai 3 ai 5 milioni di casi severi e 500.000 decessi. Solo in Europa l’influenza è responsabile di 70.000 morti ogni anno e l’impatto economico della patologia è di circa 57 milioni di euro per milione di persone.
 
Dal primo VaxExcel meeting, l’incontro europeo organizzato da Sanofi Pasteur che si è tenuto a Parigi il 5 novembre, è emerso che l’influenza è una condizione spesso sottovalutata, che comporta complicazioni anche gravi ed è stata sottolineata l’importanza della vaccinazione come efficace mezzo di prevenzione. L’incontro si è posto l’obiettivo di cambiare il paesaggio della vaccinazione anti influenzale in Europa.
 
L’influenza aggrava condizioni patologiche pre-esistenti
Al di là dei dati su incidenza e mortalità, per valutare l’impatto effettivo dell’influenza sulla popolazione bisogna tener conto del fatto che essa aggrava diverse condizioni patologiche, come l’asma e la malattia polmonare ostruttiva cronica. Diversi studi hanno dimostrato che le persone affette da diabete presentano un rischio di 3-6 volte maggiore di essere ospedalizzati a causa dell’influenza e di 6 volte maggiore di morire a causa delle complicazioni ad essa correlate. Inoltre, l’infezione aumenta il rischio di eventi cardiovascolari di circa sei volte.
 
Gli anziani sono poi particolarmente a rischio: le persone di più di 65 anni rappresentano circa il 70-90% delle morti e il 63% delle ospedalizzazioni correlate all’influenza. “Crediamo che le persone non dovrebbero morire a causa di una patologia che potrebbe essere prevenuta con il vaccino”, ha affermato nel suo interventoDavid Greenberg, Head of Global Medical Strategy a Sanofi Pasteur. L’Oms raccomanda la vaccinazione agli anziani oltre i 65 anni, alle persone che soffrono di patologie come diabete o malattie cardiovascolari, ai bambini tra i 6 mesi e i 5 anni, alle donne incinte e agli operatori sanitari.
 
Prevenire con il vaccino
Il vaccino dell’influenza, ha spiegato nel suo intervento il Professor Stefan Gravenstein, della Brown University, negli Stati Uniti, previene non solo l’influenza, ma anche la polmonite e le complicazioni correlate all’influenza, tra cui gli eventi cardiaci. Sembra che il vaccino abbia la stessa efficacia, nel prevenire le patologie cardio-vascolari, dello smettere di fumare. La vaccinazione potrebbe anche contribuire alla riduzione dell’antibiotico resistenza, ha aggiunto il Professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo ed esperto in vaccinazioni dell’Università di Pisa. In parte perché, molto spesso, in caso di influenza, ai pazienti vengono erroneamente somministrati degli antibiotici, con un conseguente aumento dell’antibiotico resistenza. In parte perché l’infezione virale aumenta il rischio di infezioni batteriche: aumentano le infezioni daStreptococus pneumoniae (responsabile della polmonite) e da Staphylococcus aureus (responsabile di infezioni cutanee, polmoniti, infezioni cardiache e ossee) e le otiti nei pazienti pediatrici.
 
La vaccinazione permetterebbe dunque di prevenire e ridurre tre delle 10 minacce globali segnalate dall’Oms per il 2019: la pandemia influenzale, la resistenza antimicrobica e l’esitazione vaccinale. L’Oms ha anche precisato che “il vaccino per l’influenza protegge gli adulti sani, anche se il virus che circola non corrisponde esattamente al virus del vaccino”.
 
Servirebbe una politica Europea sulla vaccinazione
Nonostante le raccomandazioni, però, ogni Paese europeo adotta una propria politica rispetto alla vaccinazione. “In alcuni Paesi la vaccinazione è ad esempio fortemente raccomandata in gravidanza, altri paesi, come la Germania sono molto indietro da questo punto di vista”, ha commentato Pier Luigi Lopalco. In Europa, solo i Paesi Bassi hanno raggiunto l’obiettivo di copertura vaccinale delle persone anziane del 75%.
 
“Non ci sono differenze nella diffusione dei virus che giustificano diverse politiche vaccinali tra un paese europeo e l’altro”, ha precisato Lopalco, sarebbe quindi auspicabile una politica unica. Al momento ci sono programmi di sorveglianza, ricerca e raccolta dati sull’influenza e sull’efficacia dei vaccini a livello Europeo. Un lavoro preliminare molto importante visto che, ha aggiunto Lopalco “là dove si hanno più conoscenze, le raccomandazioni sono più forti”. Negli Stati Uniti c’è una raccomandazione universale di vaccinazione per l’influenza, rivolta a tutti i cittadini partire dai 6 mesi.
 
Camilla de Fazio

Camilla de Fazio

18 Novembre 2019

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