Insufficienza surrenalica. Anche in Italia l’idrocortisone a rilascio prolungato

Insufficienza surrenalica. Anche in Italia l’idrocortisone a rilascio prolungato

Insufficienza surrenalica. Anche in Italia l’idrocortisone a rilascio prolungato
Si tratta della prima innovazione terapeutica da qualche decennio a questa parte. La formulazione a rilascio prolungato, che si assume al mattino in monosomministrazione quotidiana, consente di riprodurre il ritmo circadiano del cortisolo e riduce gli effetti collaterali della terapia sostitutiva

Sono 15-20 mila gli italiani affetti da insufficienza surrenalica, sia in forma primaria che secondaria. Una patologia di rara osservazione, purtroppo spesso diagnosticata nel suo scenario più drammatico, quello della crisi addisoniana, che se non riconosciuta tempestivamente può portare alla morte.
 
“I sintomi dell’insufficienza surrenalica, astenia, ipotensione, vomito, cefalea, perdita di appetito e calo ponderale – ricorda il prof. Roberto Castello, Direttore dell’UOC di Medicina Generale a indirizzo endocrinologico, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona –  possono essere confusi con varie altre patologie”.
L’insufficienza surrenalica è dunque una malattia subdola, che è importante riconoscere per poterla trattare adeguatamente e scongiurare così il rischio di una crisi surrenalica, con tutte le sue conseguenze.
 
“Per favorire la diffusione di informazioni complete e puntuali su questa patologia – ricorda Lorenzo Sala, vicepresidente dell’A.I.P.Ad (Associazione Italiana Pazienti Addison) abbiamo realizzato il sito http://www.morbodiaddison.org/  e creato un forum in italiano accessibile al link http://morbodiaddison.globalfreeforum.com/ , dove i pazienti possono confrontarsi e trovare risposte e supporto”.



Il trattamento dell’insufficienza surrenalica si basa sulla terapia sostitutiva con idrocortisone. Da oggi, è disponibile in Italia una nuova formulazione a rilascio modificato (Plenadren),  messa a punto per riprodurre le fisiologiche fluttuazioni di questo ormone nel sangue, nelle diverse fasi del giorno. Si tratta della prima innovazione terapeutica in questo campo da qualche decennio a questa parte.

 
“Il cortisolo – ricorda il professor Ezio Ghigo, professore di Endocrinologia e preside della Scuola di Medicina dell’Università di Torino – presenta un caratteristico ritmo circadiano: i sui livelli sono più alti al mattino e vanno riducendosi nel corso della giornata, fino a raggiungere le concentrazioni minime nelle ore notturne. Le terapie sostitutive, che abbiamo utilizzato finora, erano a rilascio immediato e dovevano quindi essere assunte 2-3 volte al giorno, senza tuttavia riuscire a mimare il ritmo fisiologico del cortisolo. Questo può provocare nel paziente in trattamento cronico una serie di effetti indesiderati quali ipertensione arteriosa, intolleranza glucidica, dislipidemia, osteoporosi e disturbi del sonno”.
La nuova formulazione di idrocortisone a rilascio modificato si assume invece al risveglio, una sola volta al giorno. Dopo un primo picco di assorbimento (le concentrazioni di cortisolo aumentano nel sangue a distanza di una ventina di minuti dall’assunzione del farmaco), il nucleo a rilascio prolungato determina un rilascio continuo di cortisolo durante la giornata, mentre nelle ore notturne non c’è rilascio dell’ormone.
 
“Oltre alla comodità della monosomministrazione giornaliera – afferma Rosario Pivonello, Professore Aggregato del Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia, Sezione di Endocrinologia, dell’Università Federico II di Napoli – questa formulazione riduce notevolmente gli effetti collaterali di questa terapia, in particolare a livello di peso corporeo e ipertensione arteriosa, ma anche per quanto riguarda le concentrazioni di emoglobina glicata.”
 
Il Plenadren ha ottenuto la designazione di orphan drug dall’EMA, che ne autorizzato l’immissione in commercio nel novembre 2011. L’AIFA lo ha inserito nell’elenco dei medicinali prescrivibili a carico dell’SSN nel maggio 2012 per l’indicazione “trattamento dell’insufficienza surrenalica negli adulti”. Con la Determinazione AIFA del 12 dicembre 2013, il farmaco è stato ammesso alla rimborsabilità a carico dell’SSN (classe H) ed è diventato effettivamente disponibile per i pazienti italiani dal 3 marzo. Il farmaco è formulato in compresse da 5 e da 20 mg.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

04 Marzo 2014

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