Iperplasia prostatica benigna. Disponibile a Pordenone il nuovo laser “vaporizzatore”

Iperplasia prostatica benigna. Disponibile a Pordenone il nuovo laser “vaporizzatore”

Iperplasia prostatica benigna. Disponibile a Pordenone il nuovo laser “vaporizzatore”
È una luce verde che riesce a vaporizzare il tessuto prostatico in eccesso, causa del problema dell’ingrossamento dell’organo che colpisce colpisce circa l’80% degli ultracinquantenni: Greenlight laser è usato negli Stati Uniti e in Inghilterra, e in Italia è disponibile in soli 15 ospedali.

È forse la patologia più diffusa tra gli uomini adulti e anziani, tanto che in Italia colpisce circa l’80% degli over 50 ed è in continuo aumento a causa all’invecchiamento della popolazione maschile: per ampliare le possibilità di cura dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB), l’ingrossamento della prostata, il Reparto di Urologia dell’AOSMA – Azienda Ospedaliera Santa Maria degli Angeli – di Pordenone ha acquisito una nuova metodica mininvasiva che si avvale di un raggio laser “verde" per vaporizzare il tessuto prostatico in eccesso, causa del problema. Si tratta di uno strumento che si chiama Greenlight laser, che si usa in anestesia (locale) spinale con 1- 2 giorni di ricovero a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale.
 
La nuova tecnica laser, impiegata con successo in più di 500mila pazienti nel mondo, è disponibile, a totale carico del SSN, presso l’Ospedale di Pordenone ed in altri Ospedali della Penisola. Allo stato attuale, i centri urologici che abitualmente utilizzano questa tecnica sono 15, uniformemente distribuiti e con una casistica complessiva di oltre 1.000 interventi. “La recente metodica messa a punto negli USA, sfrutta l’azione di un laser al triborato di litio ad alta potenza che vaporizza con precisione millimetrica solo l’eccesso di tessuto prostatico ripristinando un’adeguata funzione urinaria. Greenlight salvaguarda la cotinenza urinaria e la potenza sessuale. Sulla base dei dati disponibili infatti, nessun paziente trattato con il laser verde ha sviluppato un deficit erettile secondario alla procedura”, ha spiegato Antonio Garbeglio, direttore della Struttura Complessa di Urologia della AOSMA di Pordenone. “In più la procedura è mininvasiva, si effettua per via endoscopica in anestesia spinale. La fibra laser, introdotta dal pene nell’uretra attraverso un sottile cistoscopio, raggiunge il tratto di uretra a valle della vescica, le cui pareti sono delimitate dalla prostata, e vaporizza il tessuto prostatico in eccesso fino ad una adeguata apertura del canale uretrale senza provocare sanguinamento. La maggior parte dei pazienti torna a casa dopo una- due notti di ricovero e riprende le normali attività nel giro di una settimana. Il laser verde amplia le opzioni terapeutiche per la cura dell’IPB e si affianca alla resezione endoscopica della prostata (TURP) il trattamento tuttora considerato di riferimento”.
 
“L’immediato effetto coagulativo dell’area trattata consente di intervenire in sicurezza anche su pazienti affetti da malattie cardiovascolari e della coagulazione, in cura con farmaci antiaggreganti o anticoagulanti, e pertanto ad alto rischio di sanguinamento intraoperatorio”, ha continuato. “Questi pazienti possono infatti essere sottoposti al trattamento laser senza sospendere la terapia. Non solo, Greenlight laser è utilizzabile in sicurezza anche nei pazienti portatori di pace-maker, in quanto non richiede l’impiego di fonti di energia elettrica controindicato in questi casi”.
E in  più, con questa tecnica la degenza è molto minore. "Ogni anno in Italia vengono effettuati migliaia di interventi per IPB, una non trascurabile percentuale dei quali ancora con tecniche invasive, a cielo aperto, con degenze fino a 5-7 giorni e con un significativo impatto sulla occupazione dei posti letto. La fotovaporizzazione laser, potenzialmente applicabile anche a prostate di grosse dimensioni, e caratterizzata da degenza brevi, potrebbe determinare una sensibile riduzione dei giorni di degenza con vantaggi, in tempi di spending-review, in termini di costi sanitari e di liste d'attesa”, ha detto Garbeglio.
"Addirittura, negli USA e in Inghilterra – ha concluso – la vaporizzazione prostatica con il Greenlight, grazie all’assenza di sanguinamento e alla possibilità di una precoce rimozione del catetere, viene spesso eseguita in regime di Day Surgery e il paziente può essere dimesso il giorno stesso. Una delle prospettive future è quella di poter allineare la nostra esperienza a quelle dei paesi sopraccitati, per raggiungere una percentuale di trattamenti con Greenlight in regime di Day Surgery pari al 50-60% del totale”.

12 Aprile 2013

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