Ipertensione: via libera del Chmp a un nuovo farmaco

Ipertensione: via libera del Chmp a un nuovo farmaco

Ipertensione: via libera del Chmp a un nuovo farmaco
Il Comitato per la valutazione dei Farmaci per Uso Umano (CHMP) dell’EMEA ha espresso parere per un’associane di telmisartan e amlodipina.

Si chiama Twinsta ed è una nuova terapia antipertensiva combinata che associa telmisartan ad amlodipina. Per la molecola, prodotta da Boehringer Ingelheim è arrivato oggi il parere positivo del Comitato per la valutazione dei Farmaci per Uso Umano (Chmp) dell’Ema.
La decisione fa seguito alla valutazione degli studi clinici presentati dall’azienda che avevano dimostrato che in pazienti ipertesi a rischio il nuovo prodotto è in grado di garantire notevoli riduzioni della pressione sistolica media sino a 50 mmHg e di essere efficace nel sostenere la riduzione dei valori pressori nelle 24 ore.
Inoltre, il farmaco permette di raggiungere il controllo pressorio durante l’intero arco delle 24 ore (<130/80 mmHg) all’82,7% dei pazienti.
Il medicinale è dunque indicato per i pazienti adulti che non riescono ad ottenere un adeguato controllo della pressione con amlodipina, e per quei pazienti che sono  già in terapia con telmisartan ed amlodipina in compresse separate, consentendo loro di assumere entrambi i principi attivi allo stesso dosaggio, in un’unica somministrazione.
“Siamo soddisfatti del fatto che, dopo la decisione finale da parte dell’Ema, Twinsta sarà a disposizione degli operatori sanitari, offrendo loro una nuova opzione terapeutica preziosa contro l’ipertensione”, ha commentato Klaus Dugi, corporate senior vice president medicine di Boehringer Ingelheim. “La lunga durata d’azione di entrambi i principi attivi, fanno di Twinsta un’opzione unica e importante per la terapia dell’ipertensione in tutti quei casi in cui la monoterapia non riesce a ottenere il controllo pressorio”.
Il fatto di disporre di due farmaci in una sola compressa, inoltre, consente al paziente di ottenere una maggiore compliance: “Sappiamo che circa la metà dei pazienti non assume almeno una compressa al mese e un terzo almeno due compresse al mese della terapia prescritta”, ha spiegato Thomas Unger, dell’Ospedale Charité di Berlino. “Con un maggior numero di farmaci aumenta il rischio per i pazienti di non riuscire a mantenere l’aderenza al regime terapeutico, così come quello di essere più esposti a ictus o ischemia del miocardio. Pertanto – ha concluso – io riterrei di consigliare ai pazienti l’associazione di telmisartan e amlodipina in un’unica compressa da somministrarsi una volta al giorno. Credo che, migliorando il controllo pressorio dei pazienti senza dover aumentare il numero di farmaci, si possa ridurre il rischio cardiovascolare ed evitare l’ictus”. 

28 Luglio 2010

© Riproduzione riservata

Pandemie. L’Onu adotta la Dichiarazione politica su prevenzione e risposta alle emergenze. Oms: “Ora rispettare gli impegni”
Pandemie. L’Onu adotta la Dichiarazione politica su prevenzione e risposta alle emergenze. Oms: “Ora rispettare gli impegni”

“L’Oms accoglie con favore il forte impegno degli Stati membri dell’Onu a continuare a lavorare insieme sulla prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie. Il mondo ha fatto molta strada dal...

Russia. L’Oms non sa di cosa sia morta la ricercatrice. E accetta la versione di Mosca
Russia. L’Oms non sa di cosa sia morta la ricercatrice. E accetta la versione di Mosca

C'è una frase, nell'aggiornamento pubblicato il 10 ottobre dall'Organizzazione mondiale della sanità, che dovrebbe mettere a disagio chiunque abbia a cuore la credibilità delle istituzioni sanitarie internazionali: "Il 2 ottobre...

Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030
Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030

Individuare e comprendere le nuove minacce sanitarie entro 24 ore dalla loro comparsa, per intervenire tempestivamente ed evitare che i focolai si trasformino in epidemie o pandemie. È l’ambizioso obiettivo...

Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”
Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”

Circa 300mila persone ogni anno si rivolgono ai Servizi per le Dipendenze (SerD) per ricevere assistenza e intraprendere percorsi di cura. Un universo di bisogni che va ben oltre le...