L’antibiotico-resistenza viaggia in metropolitana

L’antibiotico-resistenza viaggia in metropolitana

L’antibiotico-resistenza viaggia in metropolitana
Uno studio condotto sui treni della metropolitana di Hong Kong rivela che sul finire del giorno, i batteri  che albergano i geni dell’antibiotico-resistenza (soprattutto quelli della vancomicina e delle tetracicline) sono presenti praticamente in tutti i vagoni dei treni, passando di mano in mano da un viaggiatore all’altro. Da questi risultati, un suggerimento per future strategie di salute pubblica volte a mitigare la trasmissione o transfrontaliera o da una città all’altra di questi patogeni.

L’antibiotico-resistenza è una minaccia planetaria ed esplorare tutti i possibili modi per arginare il fenomeno è un must assoluto. Un corretto uso degli antibiotici (sia nell’uomo, che nell’animali) è sicuramente un passo imprescindibile, ma è bene allargare l’orizzonte anche ad altre possibili minacce, non ancora giunte all’attenzione del grande pubblico.
 
Molto interessante a questo riguardo è uno studio appena pubblicato su Cell Reports che è andato a studiare con pazienza certosina la popolazione batterica che popola la metropolitana di Hong Kong, analizzandone ora per ora la composizione e determinando in questo modo le ‘impronte digitali’ del microbioma di questa che è una delle città più densamente popolate del mondo.
 
5 milioni di persone ogni giorno, entrano nei treni di questa metropolitana, azionando le maniglie di apertura, tenendosi ai sostegni (sia alle ‘maniglie’ che alle colonnine), lasciando così parte del microbioma che popola le loro mani e prendendo allo stesso tempo quello degli altri che prima di loro hanno toccato queste superfici. I ricercatori cinesi hanno scoperto, valutando ora per ora la composizione del microbioma che, mentre all’ora di punta del mattino, ogni treno ha un suo distinto microbioma (che riflette la regione di provenienza dei passeggeri), per quando arriva la sera, il microbioma della metropolitana è sostanzialmente uniforme su tutti i treni.
 
Per effettuare questo studio, Gianni Panagiotou, biologo dei sistemi presso l’Hans Knoell Institute (Germania) e l’Università di Hong Kong, ha fatto viaggiare in metropolitana a diverse ore del giorno dei volontari, prelevando poi un campione del microbioma del palmo delle loro mani; esperimenti simili sono stati già condotti nelle metropolitane di Boston e di New York, ma, partendo dall’osservazione che la cute rappresenta un’interfaccia critica per la funzionalità immunitaria, gli autori di questo studio sono andati ad analizzare quali dei batteri ‘residenti’ nei treni della metropolitana si trasferissero alle mani dei viaggiatori.
 
La maggior parte dei batteri ‘trasferiti’ sono risultati degli innocenti commensali cutanei, o batteri normalmente presenti sulla pelle di altri viaggiatori. Tuttavia i ricercatori hanno scoperto la presenza anche di alcuni patogeni e ancor più preoccupante, la presenza di germi  portatori di geni in grado di conferire antibiotico-resistenza. “Mentre al mattino – commenta Panagiotou – i geni dell’antibiotico-resistenza sono stati individuati solo su alcune linee, a sera sono risultati presenti ovunque. Scopo di questa ricerca – prosegue il ricercatore – non è certo quello di spaventare al gente, ma di capire meglio come la progettazione delle città possa impattare sui tipi di batteri presenti nell’ambiente, per guidare meglio le future strategie di salute pubblica e la progettazione dei mezzi pubblici”.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

01 Agosto 2018

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