I leader mondiali riuniti all’ottantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) hanno approvato una nuova e ambiziosa dichiarazione politica per rafforzare la lotta contro le malattie non trasmissibili (NCD) e affrontare in modo strutturale le sfide della salute mentale. Il documento è il risultato di un lungo negoziato intergovernativo ed è stato adottato in vista della quarta Riunione di Alto Livello dell’Assemblea Generale dedicata alla prevenzione e al controllo delle NCD e alla promozione del benessere mentale, svoltasi il 25 settembre 2025.
Intitolata “Equità e integrazione: trasformare vite e mezzi di sussistenza attraverso la leadership e l’azione sulle malattie non trasmissibili e la promozione della salute mentale e del benessere”, la dichiarazione rappresenta una prima assoluta: per la prima volta, le NCD e la salute mentale vengono affrontate congiuntamente all’interno di un unico quadro politico globale. Un passaggio che apre la strada a un’accelerazione concreta dei progressi verso il 2030, con obiettivi chiari e misurabili.
Un’emergenza sanitaria e socio-economica globale
Le malattie non trasmissibili – oggi la principale causa di morte a livello mondiale – provocano circa 18 milioni di decessi prematuri ogni anno. Parallelamente, oltre un miliardo di persone convivono con disturbi della salute mentale. Fattori di rischio prevenibili come alimentazione non sana, consumo di tabacco e alcol, sedentarietà e inquinamento atmosferico alimentano entrambe le crisi, con effetti diretti non solo sulla salute pubblica ma anche sulla produttività, sulla coesione sociale e sulla crescita economica sostenibile.
Obiettivi “fast-track” al 2030
Cuore della dichiarazione è l’introduzione di tre obiettivi globali prioritari da raggiungere entro il 2030:
- 150 milioni di consumatori di tabacco in meno;
- 150 milioni di persone in più con ipertensione sotto controllo;
- 150 milioni di persone aggiuntive con accesso a servizi di salute mentale.
A questi si affiancano target strutturali per i sistemi sanitari nazionali, tra cui l’adozione diffusa di politiche fiscali e regolatorie, l’accesso universale a farmaci essenziali e tecnologie di base nell’assistenza primaria, misure di protezione finanziaria per i servizi essenziali, piani nazionali multisettoriali e sistemi solidi di sorveglianza e monitoraggio.
“L’adozione di obiettivi così ambiziosi dimostra l’impegno degli Stati membri a proteggere la salute delle loro popolazioni – ha dichiarato il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus -. Insieme possiamo cambiare la traiettoria delle NCD e della salute mentale, offrendo benessere e opportunità a tutti”.
Una dichiarazione senza precedenti per ampiezza e contenuti
Il nuovo testo è il più completo mai adottato su questi temi. Integra le lezioni apprese dalla pandemia di Covid-19 e amplia in modo significativo l’ambito di intervento, includendo per la prima volta la salute orale e polmonare, il cancro infantile, le malattie epatiche e renali, le patologie rare, oltre ai determinanti ambientali come l’inquinamento dell’aria, l’esposizione al piombo e alle sostanze chimiche pericolose. Grande attenzione è riservata anche ai rischi emergenti dell’ambiente digitale, dall’uso eccessivo dei social media alla disinformazione.
La dichiarazione rafforza inoltre l’approccio regolatorio su sigarette elettroniche e nuovi prodotti del tabacco, marketing alimentare rivolto ai minori, etichettatura nutrizionale front-of-pack ed eliminazione dei grassi trans, ponendo l’equità al centro delle politiche sanitarie, con particolare attenzione alle popolazioni vulnerabili, ai Piccoli Stati Insulari in Via di Sviluppo e ai contesti umanitari.
Finanziamenti, responsabilità e visione di lungo periodo
In un contesto economico globale complesso, il documento richiama con forza la necessità di finanziamenti adeguati, prevedibili e sostenibili, attraverso un maggiore impegno nazionale, partenariati internazionali rafforzati e un coordinamento multilaterale più efficace. Le NCD e la salute mentale vengono così riconosciute non solo come priorità sanitarie, ma come pilastri dello sviluppo sostenibile e della giustizia sociale.
Il Segretario Generale dell’Onu presenterà aggiornamenti sui progressi compiuti entro il 2030, mentre l’Oms e le altre agenzie delle Nazioni Unite supporteranno gli Stati membri nell’attuazione degli impegni assunti. Un nuovo quadro di responsabilità che mira a trasformare le promesse politiche in risultati concreti e duraturi per la salute globale.