Leucemia mieloide cronica. La cura grazie all’olio di pesce

Leucemia mieloide cronica. La cura grazie all’olio di pesce

Leucemia mieloide cronica. La cura grazie all’olio di pesce
Gli Omega3 sembrerebbero la panacea di ogni male, visto che da oggi promettono di curare anche la leucemia. La scoperta è avvenuta negli Stati Uniti: un acido grasso può uccidere le staminali del cancro nei topi, sconfiggendolo. I ricercatori: “Presto i trial sugli esseri umani”.

Che gli Omega3 facciano bene al nostro organismo è risaputo. Ma che possano addirittura curare la leucemia è una notizia del tutto inaspettata: la scoperta è stata fatta da un gruppo di ricerca della Penn State University e pubblicata sulla rivista Blood. La molecola delta-12-protaglandin J3 (D12-PGJ3), uno degli acidi grassi che possono essere prodotti a partire dall’olio di pesce, ha infatti dimostrato di essere capace di uccidere le cellule staminali della leucemia mieloide cronica (CML) nei topi.
 
“Le precedenti ricerche condotte sugli acidi grassi avevano dimostrato i loro effetti benefici sul sistema cardiocircolatorio e sullo sviluppo cerebrale, soprattutto nei bambini”, ha spiegato Sandeep Prahbu, docente di immunologia e tossicologia molecolare alla Penn. “Ma oggi abbiamo dimostrato che queste molecole sono capaci di curare completamente la leucemia su modello animale, senza che ci sia pericolo che questa si ripresenti”.
 
Il segreto della molecola dalla lunga sigla è che attiva il gene p53, che codifica l’omonima proteina dalla proprietà di oncosoppressore, notissima ai medici perché capace di prevenire le mutazioni genetiche e sopprimere i tumori nascenti. In particolare, nel caso della CML, la proteina aiuta non solo a fermare la divisione delle cellule staminali del cancro, che produrrebbero altre unità tumorali, ma anche ad uccidere le stesse staminali malate. “La terapia corrente per curare la leucemia cronica è quella di evitare che le cellule si riproducano iniettando continuamente medicinali”, ha spiegato Robert Paulson, che ha co-diretto la ricerca con Prabhu. “I trattamenti in generale falliscono proprio per questo: non uccidono le staminali, ma ne fermano solo la riproduzione. Finché queste a un certo punto non sviluppano resistenza ai farmaci e dunque i sintomi si ripresentano”.
Gli acidi grassi, invece, aggirano questo problema, uccidendo le staminali del cancro con pochissimi effetti collaterali. Per dimostrarlo i ricercatori hanno iniettato in ogni topo circa 600 nanogrammi di D12-PGJ3 ogni giorno per una settimana. Alla fine di questo periodo le cavie risultavano completamente guarite: l’emocromo risultava rinormalizzato e la milza riprendeva le sue corrette dimensioni. Inoltre – cosa ancor più importante – i roditori non erano soggetti a ricadute.
 
Gli scienziati statunitensi sperano di poter trattare con la molecola D12-PGJ3 anche i casi terminali di leucemia mieloide cronica, ovvero quelli che si trovano nella cosiddetta crisi blastica, stadio in cui la malattia evolve in una condizione refrattaria a pressoché ogni terapia. “Abbiamo anche iniziato la procedura per depositare un brevetto”, hanno fatto sapere. “E presto partiranno i test clinici sugli esseri umani”.
 
Laura Berardi

30 Dicembre 2011

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