Linfoma non-Hodgkin. Bendamustina più rituximab meglio della terapia standard

Linfoma non-Hodgkin. Bendamustina più rituximab meglio della terapia standard

Linfoma non-Hodgkin. Bendamustina più rituximab meglio della terapia standard
Con l’associazione dei due farmaci la sopravvivenza libera da progressione è più che raddoppiata, passando dai 31,2 mesi del regime chemioimmunoterapico CHOP-R più comunemente impiegato per queste patologie, addirittura a 69,5 mesi. I risultati sono valsi la pubblicazione su The Lancet.

L’associazione bendamustina più rituximab (B-R) in pazienti con linfoma non-Hodgkin indolente e mantellare raddoppia la sopravvivenza libera da progressione di malattia (PFS), rispetto al trattamento standard CHOP (ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina, prednisone) più rituximab (CHOP-R). Il promettente risultato è valso al team della Clinica Universitaria di Giessen (Germania) che l’ha condotto l’importante pubblicazione su The Lancet: secondo quanto riportato nello studio, la PFS mediana dei pazienti trattati con B-R è infatti stata di 69,5 mesi, contro 31,2 mesi di quelli trattati con CHOP-R, il regime chemioimmunoterapico più comunemente impiegato per queste patologie. 
                                                                                                                 
Si tratta di un beneficio statisticamente significativo in termini di PFS mantenuto nel gruppo B-R indipendentemente dall’età e in tutti i sottotipi di linfoma non-Hodgkin; linfoma follicolare, linfoma mantellare e macroglobulinemia di Waldenstrom, con l’eccezione del linfoma della zona marginale, in cui il beneficio comunque non è stato inferiore. I risultati, inoltre, indicano che per la prima volta un regime terapeutico semplificato ha determinato una percentuale di risposta completa superiore a quella ottenuta da CHOP-R in uno studio randomizzato, ovvero del 40% nel gruppo B-R contro il 30,0% nel gruppo CHOP-R (p=0,021). “Questi risultati rappresentano un significativo passo avanti nella terapia antitumorale per i pazienti con linfoma non-Hodgkin indolente e mantellare, che in passato hanno dovuto sopportare regimi chemioterapici particolarmente aggressivi e tossici”, ha affermato Mathias J. Rummel, responsabile della Divisione di Ematologia della Clinica Universitaria di Giessen (Germania) che ha condotto lo studio. “Il nostro studio ha dimostrato che bendamustina e rituximab realizzano un notevole miglioramento in termini di PFS, e che questa associazione è meglio tollerata rispetto a CHOP-R . Ciò significa che questo regime, se approvato dalle Autorità regolatorie, potrebbe diventare una nuova terapia di prima linea , in grado di allungare la sopravvivenza, libera da progressione della malattia, per i pazienti che combattono queste neoplasie”.
 
Inoltre nel gruppo B-R sono stati rilevati meno effetti collaterali rispetto al gruppo CHOP-R, con una percentuale di eventi avversi seri del 19% nel gruppo B-R, contro il 29% dei pazienti trattati con CHOP-R. Nei pazienti che hanno ricevuto B-R vi è stata minore mielosoppressione, con neutropenia grave verificatasi solo nel 29% dei soggetti, contro il 69% di quelli del gruppo CHOP-R.
Con il regime B-R sono diminuite in maniera significativa anche le infezioni, che sono un effetto collaterale importante della chemioimmunoterapia. Un effetto collaterale della terapia CHOP-R comunemente riconosciuto è la caduta dei capelli; problema che, tuttavia, non è stato riportato da nessuno dei pazienti del gruppo B-R (p<0,0001). “I risultati di questo studio sono molto incoraggianti per il linfoma non-Hodgkin indolente”, ha dichiarato John Gribben, Presidente del Workshop Internazionale sul linfoma non-Hodgkin. “Il fatto che bendamustina e rituximab comportino minori effetti avversi e un’efficacia nettamente superiore rispetto al regime tradizionale CHOP-R, indica che siamo di fronte ad una nuova terapia nel trattamento di questa patologia”.
 
Il linfoma non-Hodgkin (NHL) è il decimo tumore più diffuso al mondo; con 356.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno, secondo le stime del 2008, riguarda due tumori ematologici su cinque. Nell’Unione Europea, la sua incidenza media stimata nel 2008 è di 10,8 ogni 100.000 abitanti, con il picco più alto nei soggetti di sesso maschile del Lussemburgo (circa 19 casi ogni 100.000).    
Bendamustina è attualmente commercializzata come trattamento in monoterapia per pazienti con linfoma non-Hodgkin indolente nei quali la malattia è progredita durante o entro 6 mesi dal trattamento con rituximab o con un regime che ha compreso rituximab. I dati dello studio StiL NHL-1 sono stati sottoposti alle Autorità regolatorie, affinché prendano in esame l’eventuale indicazione del trattamento con bendamustina più rituximab come terapia di prima linea per il linfoma non-Hodgkin indolente e il linfoma mantellare.

20 Febbraio 2013

© Riproduzione riservata

Etichette lunghe non significano alimenti meno sani. Uno studio mette in discussione un luogo comune sui prodotti industriali
Etichette lunghe non significano alimenti meno sani. Uno studio mette in discussione un luogo comune sui prodotti industriali

Quando leggiamo un'etichetta alimentare tendiamo spesso a fare un ragionamento intuitivo: più la lista degli ingredienti è lunga, più il prodotto viene percepito come "artificiale", industriale e quindi meno salutare....

Melanoma. SIDeMaST: “Negare che i raggi UV causino i tumori della pelle è mistificazione e follia”
Melanoma. SIDeMaST: “Negare che i raggi UV causino i tumori della pelle è mistificazione e follia”

“I falsi messaggi sono di per sé negativi ma quando mandati da medici sono estremamente pericolosi. É evidente e innegabile che i raggi UV siano cancerogeni e la principale causa...

Epatiti virali, 5 milioni di persone affette in Ue. ECDC: “Progressi, ma obiettivi 2030 ancora lontani”
Epatiti virali, 5 milioni di persone affette in Ue. ECDC: “Progressi, ma obiettivi 2030 ancora lontani”

L’Europa ha compiuto progressi costanti nella prevenzione delle epatiti B e C, ma non abbastanza da raggiungere il target del 2030. Circa cinque milioni di persone nell’Unione europea e nello...

Hiv. Il rapporto Onu: “Prevenzione rivoluzionaria ma a rischio. I tagli ai fondi fanno tornare l’incubo Aids”
Hiv. Il rapporto Onu: “Prevenzione rivoluzionaria ma a rischio. I tagli ai fondi fanno tornare l’incubo Aids”

Alla vigilia dell'apertura della 26esima Conferenza Internazionale sull'Aids, che si tiene a Rio de Janeiro dal 27 al 31 luglio, il rapporto annuale dell'Unaids traccia un quadro contraddittorio e preoccupante:...