Lotta all’antibiotico resistenza. Troppe le differenze tra Regione e Regione. Attiva in Toscana una rete di sorveglianza microbiologica

Lotta all’antibiotico resistenza. Troppe le differenze tra Regione e Regione. Attiva in Toscana una rete di sorveglianza microbiologica

Lotta all’antibiotico resistenza. Troppe le differenze tra Regione e Regione. Attiva in Toscana una rete di sorveglianza microbiologica
L’Italia è così profondamente divisa da indurre l’Ecdc a bocciare le difformità del sistema. È quanto emerso dall’evento “Stato dell’arte dell’antimicrobial stewardship: esperienze regionali a confronto” organizzati a Milano e Roma con il supporto non condizionato di Msd. Vannucci: “Pronti a un ulteriore perfezionamento del sistema di sorveglianza microbiologica”. Menichetti: “Fondamentale confronto equo con prescrittori”. I VIDEO

Il fenomeno dell’antibiotico resistenza, che vede il nostro Paese tra i primi tre Stati in Europa con percentuali di resistenza più elevati, dopo Grecia e Turchia, è avvertito in maniera differente tra Regione e Regione. Le differenze tra le varie realtà locali e le problematicità relative al fenomeno dell’antibiotico resistenza sono state al centro dell’evento “Stato dell’arte dell’antimicrobial stewardship: esperienze regionali a confronto” organizzato a Milano e Roma con il supporto non condizionato di Msd. Un evento che ha visto il confronto tra i istituzioni, clinici, microbiologi e manager della salute a livello regionale per individuare percorsi condivisi per lo sviluppo di modelli virtuosi.
 
In Toscana Andrea Vannucci dell’Ars e Francesco Menichetti dell’Università di Pisa hanno descritto gli scenari regionali.
 
Vannucci ha ricordato come il giro di boa  sia arrivato tre anni fa, quando la Regione Toscana ha commissionato all’Agenzia sanitaria una riorganizzazione dei flussi delle informazioni che provengono dal laboratorio di microbiologia. Una riorganizzazione che ha consentito fotografare lo stato dell’arte delle batteriemie, le situazioni di antibiotico resistenza e le differenze negli ospedali della Toscana. Da questo sono poi state delineate le linee guida per quanto riguarda la stewardship antibiotica in ospedale, conclusa un anno fa.  “Su questo lavoro si stanno innestando ora iniziative molteplici – ha sottolineato – per un ulteriore perfezionamento di questo sistema di sorveglianza microbiologica che tende a restringere i tempi, e per introdurre strumenti statistici come le carte di controllo che permettono di vedere in tempo breve e anche su piccoli numeri se ci sono dei fenomeni che escono dall’usuale”.
 
A Pisa la stewardship antimicrobica è una realtà ormai datata, ha aggiunto  Menichetti. “Abbiamo iniziato a muoverci in questo senso fin dal 2012 – ha sottolineato – con un’iniziale politica di restrizione prescrittiva. Questo ci ha consentito di ottenere un rilevante decremento della spesa per antibiotici e antifungini, ma ci siamo presto resi conto che l’approccio restrittivo è limitato e quindi abbiamo optato per un percorso più complesso, ma più equo: quello del confronto con i prescrittori. La nostra attività di consulenza non è limitata ad autorizzare l’uso di farmaci in una lista ristretta, ma è una consulenza clinica che può anche esitare nella prescrizione di farmaci di utilizzo generale. C’è ancora tanto da fare, il lavoro è impegnativo, bisogna puntare al confronto equo, alla multidisciplinarietà e ad enfatizzare il ruolo dei prescrittori. Questo significa che  il governo della terapia antimicrobica non può essere un governo d’imperio esercitato dal solo specialista, dall’infettivologo, ma deve essere un governo democratico, condiviso ed equo con i prescrittori”.

 

 

07 Aprile 2017

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