Malattie trasmesse da cibo e acqua. Operativi tre nuovi laboratori di riferimento dell’Ue

Malattie trasmesse da cibo e acqua. Operativi tre nuovi laboratori di riferimento dell’Ue

Malattie trasmesse da cibo e acqua. Operativi tre nuovi laboratori di riferimento dell’Ue

I nuovi laboratori puntano a rafforzare la risposta dell’Europa alle minacce sanitarie legate alle malattie trasmesse da batteri e virus. I centri supporteranno i laboratori nazionali di sanità pubblica nel miglioramento dei test, della qualità dei dati e della preparazione complessiva in tutta l’Ue per i prossimi sette anni

Dal 1° gennaio 2026, tre nuovi laboratori di riferimento dell’Unione europea per le malattie trasmesse da alimenti e acqua sono ufficialmente entrati in funzione. Queste strutture forniranno supporto ai laboratori nazionali di sanità pubblica in tutta l’Unione europea (Ue), rafforzando la capacità dell’Ue di individuare, monitorare e rispondere a gravi minacce sanitarie transfrontaliere legate alle malattie di origine alimentare e idrica.

I nuovi laboratori di riferimento dell’UE, spiega una nota dell’Ecdc, resteranno attivi per sette anni e copriranno le seguenti aree: batteri trasmessi da alimenti e acqua; elminti e protozoi trasmessi dall’acqua e da vettori; virus trasmessi da cibo e acqua.

Cosa fanno questi laboratori?

La funzione dei laboratori di riferimento è collaborare con le reti esistenti per individuare i bisogni e fornire supporto ai laboratori nazionali di sanità pubblica. Il loro ruolo principale è garantire che i dati di laboratorio e i risultati dei test siano affidabili, comparabili e coerenti in tutti i Paesi dell’U.e

In particolare, i laboratori: eseguono test specialistici o diagnostiche complesse non sempre disponibili in tutti i laboratori; promuovono l’allineamento dei metodi diagnostici e di test utilizzati per la sorveglianza; offrono opportunità di valutazione delle competenze e di sviluppo delle capacità dei laboratori; supportano i laboratori nell’invio di notifiche e report corretti e completi e infine condividono competenze scientifiche e buone pratiche a livello europeo.

Un contributo, evidenzia Ecdc, che consente di migliorare la diagnosi precoce dei focolai epidemici, la qualità dei dati di sorveglianza e la preparazione e risposta complessiva dell’Ue alle minacce sanitarie in grado di diffondersi oltre i confini nazionali.

15 Gennaio 2026

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