Meningite. Nuovo test da sequenziamento genomico

Meningite. Nuovo test da sequenziamento genomico

Meningite. Nuovo test da sequenziamento genomico
Un gruppo di ricercatori di San Francisco ha messo a punto un test identificativo della meningite basato sul sequenziamento genomico del liquido cerebrospinale

(Reuters Health) – Il sequenziamento metagenomico di nuova generazione (mNGS – metagenomic next-generation sequencing) del liquido cerebrospinale potrebbe essere usato per identificare le cause infettive della meningite cronica, almeno secondo quanto evidenziato da un team di ricercatori guidato da Michael Wilson, dell'Ucsf Weill Institute for Neurosciences di San Francisco. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Jama Neurology.

Grazie a questo metodo di analisi, Wilson e colleghi avrebbero identificato agenti patogeni in sette pazienti con leptomeningite subacuta o cronica, con o senza encefalite. Tra questi microorganismi sono stati identificati Tenia solium, Cryptococcus neoformans, Aspergillus oryzae, Histoplasma capsulatum e Candida dubliniensis. Ed è statga evidenziata l'assenza di infezioni particolari a livello del sistema nervoso centrale in uno dei sette pazienti analizzati.

La metodologia
Per separare i possibili contaminanti, i ricercatori hanno usato un database che comprendeva 4.400 batteri, virus e eucarioti, dominato principalmente da proteobatteri e actinobatteri e da specie presenti comunemente nella terra, nella pelle e nella flora ambientale, precedentemente segnalati come contaminanti di laboratorio e reagenti.

“Anche se i dati ottenuti con la metagenomica potrebbero essere compromessi dalla presenza di microbi contaminanti che potrebbero essere considerati erroneamente responsabili dell'infezione, abbiamo usato un metodo diretto per separare i possibili contaminanti e rendere così l'interpretazione dei risultati più veloce, aumentando il livello di fiducia nelle informazioni raccolte”, dice Michael Wilson.“Sono necessari studi più ampi per determinare l'utilità clinica di questo approccio e ridurre il numero di falsi positivi e negativi”, hanno comunque sottolineato i ricercatori.

In ogni caso, i pazienti che potrebbero intanto beneficiare di questa tecnica sono “i pazienti immunodeficienti, che hanno una maggiore probabilità di contrarre infezioni insolite, i pazienti con infezione cronica che non è stata diagnosticata e qualsiasi paziente con meningite o encefalite”, spiega Wilson. I costi del test sono ancora lti: variano tra i 1.500 e i 2.000 dollari.

Fonte: Jama Neurology

Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

19 Aprile 2018

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