Mieloma multiplo, nuova opportunità con belantamab mafodotin

Mieloma multiplo, nuova opportunità con belantamab mafodotin

Mieloma multiplo, nuova opportunità con belantamab mafodotin

Belantamab mafodotin, anticorpo farmaco-coniugato, apre nuove prospettive nel mieloma multiplo alla prima recidiva. Il farmaco, approvato dall’EMA, è in corso di approvazione in Italia; nel frattempo sarà disponibile per tutti i centri richiedenti

Belantamab mafodotin, anticorpo farmaco-coniugato (ADC) per il trattamento del mieloma multiplo alla prima recidiva, è stato recentemente approvato dall’EMA e sta seguendo il normale iter registrativo in Italia. Nel frattempo, GSK ha deciso di rendere il farmaco disponibile a tutti i centri di cura che ne faranno richiesta, offrendolo a un prezzo simbolico per consentire ai pazienti italiani di accedere fin da subito ai benefici evidenziati dagli studi clinici. Belantamab mafodotin può essere somministrato in regime di day hospital, senza la necessità di pre-medicazioni o ricoveri.

Il mieloma multiplo è un tumore maligno delle plasmacellule, cellule del midollo osseo responsabili della produzione di anticorpi. Quando queste cellule diventano tumorali, proliferano in modo incontrollato, ostacolando la produzione delle altre cellule del midollo e provocando anemia, fragilità ossea, maggiore rischio di infezioni e produzione di proteine monoclonali non funzionali. La malattia colpisce soprattutto gli anziani, con un’età media alla diagnosi di circa 70 anni, e in Italia si stimano circa 6-7 mila nuovi casi ogni anno.

Negli ultimi dieci anni, l’aspettativa di vita dei pazienti con mieloma multiplo è quasi quadruplicata, passando da circa 2 anni e mezzo a oltre 10, grazie ai progressi della medicina: trapianti, farmaci innovativi come immunomodulatori (talidomide, lenalidomide, pomalidomide), inibitori del proteasoma (bortezomib), anticorpi monoclonali e ADC, fino alle terapie più recenti come anticorpi bispecifici e CAR-T. L’obiettivo è sempre stato il controllo a lungo termine della malattia, possibile oggi in tutte le linee terapeutiche, dalla prima alle successive.

Come funziona belantamab mafodotin
Gli ADC combinano un anticorpo monoclonale mirato a una proteina presente sulle cellule tumorali con un farmaco citotossico. Belantamab mafodotin riconosce la proteina BCMA sulle plasmacellule tumorali, entra nella cellula malata e rilascia il suo farmaco citotossico MMAF, che blocca la proliferazione e induce la morte delle cellule. Inoltre, stimola il sistema immunitario, favorendo l’eliminazione diretta delle cellule tumorali.

I dati clinici
Due studi registrativi, DREAMM-7 e DREAMM-8, hanno confermato efficacia e sicurezza del farmaco:
• DREAMM-7: belantamab mafodotin con bortezomib e desametasone (BVd) ha triplicato la sopravvivenza libera da malattia mediana rispetto allo standard DVd (36,6 mesi vs 13,4 mesi), riducendo il rischio di morte del 42%.
• DREAMM-8: belantamab mafodotin con pomalidomide e desametasone (BPd) ha portato la sopravvivenza libera da malattia a 32,6 mesi rispetto ai 12,5 mesi del braccio di controllo.

Entrambi gli studi hanno confermato un profilo di sicurezza coerente con i singoli agenti e il mantenimento della qualità di vita dei pazienti (HRQoL, Health-Related Quality of Life).

Tutto questo è stato oggetto di unmedia tutorial dedicato al mieloma multiplo giovedì 5 febbraio, al quale hanno preso parte Silvia Mangiacavalli, ematologa dell’U.O.C. di Ematologia dell’IRCCS Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia; Alessandro Corso, direttore della U.O.C. di Ematologia all’Ospedale di Legnano; ed Elisabetta Campagnoli, direttore medico di oncoematologia di GSK.

05 Febbraio 2026

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