Morti in culla: c’è un picco il primo dell’anno

Morti in culla: c’è un picco il primo dell’anno

Morti in culla: c’è un picco il primo dell’anno
Numero di decessi più alti di un terzo a Capodanno secondo uno studio pubblicato su Addiction. Per i ricercatori potrebbe essere colpa della distrazione dei genitori connessa ai “bagordi” della notte di Capodanno.

Per i genitori che si preparano a festeggiare il Capodanno, arriva un avvertimento. Nella notte dei cenoni e dei veglioni, prestate particolare attenzione ai vostri bambini: è proprio nella prima notte dell’anno che si registra infatti un picco di casi di sindrome della morte improvvisa del lattante, la cosiddetta morte in culla.A lanciare l’allarme è uno studio pubblicato su Addiction, che ha passato in rassegna i casi di morte in culla verificatisi negli Stati Uniti tra il 1963 e il 2006. Circa 130 mila.
Dall’analisi dei dati è emerso che nel primo giorno dell’anno si verifica un numero di casi di circa un terzo più alto rispetto alle attese.
La ragione non è chiara, ma i ricercatori puntano il dito sui bagordi della notte di Capodanno che porterebbero i genitori a essere meno attenti ai propri piccoli. E l’alcol, in particolare, potrebbe giocare un ruolo di primo piano.
“Gli adulti sotto l’effetto dell’alcol sono meno capaci di proteggere la salute dei propri bambini”, ha commentato David Phillips, uno degli autori dello studio. “Avviene la stessa cosa con la morte in culla: sono meno capaci di proteggere i loro bambini da essa”. Per questo, ha proseguito, “sembra che l’alcol sia un fattore di rischio”. Tuttavia, ha avvertito, “ci sono sufficienti evidenze per approfondire l’argomento, ma non per fare di ogni genitore di un bambino "morto in culla" un sospettato”. 

22 Dicembre 2010

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