Obesità e disordini alimentari. Ecco tutti i modi in cui il cibo si ripercuote sul cervello

Obesità e disordini alimentari. Ecco tutti i modi in cui il cibo si ripercuote sul cervello

Obesità e disordini alimentari. Ecco tutti i modi in cui il cibo si ripercuote sul cervello
Talvolta il cibo diventa come una droga e proprio come una dipendenza sembra dover essere curato un disturbo alimentare: questo quanto emerge da alcuni studi presentati nel corso del Congresso Neuroscience 2012 a New Orleans. Al meeting chiarito anche il rapporto tra alimentazione e patologie come obesità e diabete.

Cosa succede nel cervello di una persona obesa? E che meccanismo biologico scatta in un paziente affetto da un disordine alimentare? A questi e ad altri quesiti hanno risposto la settimana scorsa alcuni studi presentati a New Orleans nel corso di Neuroscience 2012, congresso annuale della Society of Neuroscience, una delle più grandi società scientifiche al mondo che si occupano della ricerca su cervello e sistema nervoso. Secondo gli scienziati riuniti nel meeting, alcuni particolari meccanismi biologici cerebrali potrebbero contribuire significativamente a problemi di grande rilievo sociale, come obesità, diabete, alimentazione compulsiva, abitudine al consumo di pasti molto calorici.
 
In particolare, gli scienziati di tutto il mondo stanno cercando sempre nuovi modi per trattare disordini alimentari, mentre aumenta sempre di più la consapevolezza, anche nella popolazione, che una cattiva dieta e l’obesità possono avere ripercussioni non solo sulla sfera fisica, ma anche su quella mentale.
 
Sono numerosi in questo senso i contributi che arrivano da Neuroscience 2012, in ambiti anche molto diversi. Ecco i più importanti:
– secondo una ricerca della Carnegie Mellon University, condotta tramite scansioni di risonanza magnetica su 29 pazienti dalle funzioni cognitive considerate perfettamente sane ma in sovrappeso o obesi, hanno dimostrato che l’eccesso di peso ponderale ha ripercussioni sulle funzioni cognitive. I partecipanti allo studio, infatti, risultavano avere maggiore difficoltà nel portare a termine azioni che prevedevano decisioni complesse;
– a dirlo è una ricerca dell’Imperial College di Londra: saltare la colazione fa male. Ma perché? Il problema, secondo quanto emerge dalle risonanze magnetiche di 21 volontari, è che se non si mangia a colazione poi non solo si ha più fame, ma nel cervello si innescano dei meccanismi per cui gli alimenti più calorici diventano anche più appetibili. E per questo, poi, si mangia di più e in maniera meno sana;
– la ricerca per ora è stata condotta solo sui topi, ma i risultati sono inequivocabili: se l’alimentazione compulsiva e incontrollata (binge eating) è spesso considerata proprio come una vera e propria dipendenza da cibo, da domani potrebbe anche essere curata con un farmaco usato contro alcolismo e droghe. Ricercatori della Boston University School of Medicine hanno infatti dimostrato che il naltrexone è efficace nel modificare le abitudini alimentari sbagliate;
– non è sbagliata la preoccupazione che disordini metabolici collegati all’alimentazione (come il diabete mellito di tipo 2) possano avere ripercussioni negative sulle funzioni cerebrali. A dirlo, in uno dei simposi al congresso, Rahul Agrawal dell’Università della California: uno studio su modello animale ha infatti riportato che una dieta ad alto contenuto di zuccheri può attaccare i recettori dell’insulina nel cervello e peggiorare le capacità cognitive spaziali e la memoria. Ma anche che integratori di omega-3 potrebbero in parte prevenire questo effetto.
 
“Tutti risultati molto affascinanti, perché il cervello gioca un ruolo importante in una vasta gamma di disordini alimentari”, ha commentato Paul Kenny, dello Scripps Research Institute in Florida. “Molti di questi risultati presentano un enorme potenziale: quello di diventare cruciali nello sviluppo di nuovi trattamenti che possano aiutare i pazienti obesi, o quelli che hanno problemi a riprendere il controllo delle proprie abitudini alimentari”.

25 Ottobre 2012

© Riproduzione riservata

L’influenza già circola, ma l’Italia non la vede. La sorveglianza è ferma da otto mesi, ecco perché
L’influenza già circola, ma l’Italia non la vede. La sorveglianza è ferma da otto mesi, ecco perché

Siamo ormai in piena stagione influenzale. La campagna annuale per la vaccinazione ha preso il via in tutto il Paese e attorno a noi iniziano a comparire i primi casi...

Manovra. Farmaci, tetto degli acquisti diretti sale al 9% con 292 mln in più ma dal 2028. Arrivano 160 mln per ridurre payback ad aziende che investono in Italia e norme per l’accesso precoce alle terapie
Manovra. Farmaci, tetto degli acquisti diretti sale al 9% con 292 mln in più ma dal 2028. Arrivano 160 mln per ridurre payback ad aziende che investono in Italia e norme per l’accesso precoce alle terapie

Il Governo prova a intervenire sulla governance della spesa farmaceutica, combinando un aumento delle risorse disponibili per gli acquisti diretti, un alleggerimento selettivo del payback per le aziende che investono...

Oms. Tedros apre l’IGWG9: “Finiamo il lavoro sull’accordo pandemico”
Oms. Tedros apre l’IGWG9: “Finiamo il lavoro sull’accordo pandemico”

"Finiamo il lavoro". È l'appello che il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha rivolto ai delegati riuniti a Ginevra per il nono incontro del gruppo intergovernativo...

Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”
Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”

Il morbillo negli Stati Uniti ha già superato il doppio dei casi dell'intero 2025, e mancano ancora due mesi alla fine dell'anno. Al 29 ottobre i Cdc contano 4.852 contagi...