Obesità: e se fosse tutta colpa degli antibiotici?

Obesità: e se fosse tutta colpa degli antibiotici?

Obesità: e se fosse tutta colpa degli antibiotici?
Dall’Nih americano quasi 7 milioni di dollari per uno studio che indagherà gli effetti dei farmaci sulla flora batterica.
L’obesità potrebbe essere la conseguenza di un indebolimento o dell’eliminazione di alcune specie batteriche fisiologicamente presenti nell’organismo. 

Al momento è soltanto un’originale ipotesi di lavoro. Che le alterazioni della flora batterica connesse all’uso di farmaci e ai cambiamenti che hanno rivoluzionato gli di stili di vita dell’umanità nell’ultimo mezzo secolo possano essere la causa (o una delle cause) dell’epidemia di obesità dilagante ormai in tutto il mondo.
Un’ipotesi su cui però i National Institutes of Health americani hanno puntato quasi 7 milioni di dollari (6,6 per la precisione) da ripartire in 5 anni.
Il beneficiario del finanziamento è un gruppo di studio del New York University Langone Medical Center guidato dal Martin J. Blaser, un microbiologo che indaga da 30 anni l’interazione tra batteri e organismo umano. “Il microbioma umano è stato selezionato e passato di madre in figlio perché i geni batterici sono utili”, ha spiegato Blaser.
I batteri presenti nell’organismo, il cui numero è dieci volte più elevato di quello delle cellule umane, interagiscono infatti con le cellule e con il sistema immunitario, svolgono funzioni essenziali nel metabolismo, espellono i patogeni, degradano le tossine, aiutano a digerire il cibo.
“Tuttavia – ha aggiunto il ricercatore – come risultato delle moderne pratiche – mediche e non – come la diffusione di antibiotici, il parto cesareo, l’uso di amalgama dentale o anche la pulizia costante e la disponibilità di acqua pulita, la trasmissione di questi microbi arcaici è cambiata. E questo ha delle conseguenze. Alcune sono buone, altre potrebbero essere cattive”.
Blazer fa l’esempio dell’Helicobacter pylori, il batterio che dà origine alla cascata di eventi che porta all’ulcera. H.pylori interagisce anche con le cellule neuroendocrine della mucosa gastrica che producono la grelina, il cosiddetto ormone della fame. L’ipotesi del team è che l’impiego degli antibiotici potrebbe avere comportato quasi la sua estinzione dall’organismo con conseguenze devastanti sull’equilibrio energetico.
A preoccupare i ricercatori è soprattutto l’impiego degli antibiotici fin dall’età pediatrica: “Vengono usati per trattare infezioni dell’orecchio e altri malanni. L’idea è che in alcuni casi piuttosto che aiutare possano rivelarsi dannosi”, ha proseguito il microbiologo. “Ma, se ciò avviene, quale antibiotico può arrecare danni? E quali sono le conseguenze non volute dell’uso o dell’abuso di antibiotici? Queste sono le domande a cui vogliamo rispondere”.
Il timore è che l’assunzione di antibiotici fin dalla tenera età possa interferire sullo sviluppo del microbioma con conseguenze permanenti. Ma per ora questa resta soltanto un’affascinante ipotesi.
Verrà verificata in quattro studi che saranno condotti sia sull’uomo sia sui topi. Due si concentreranno sull’H.pylori, uno sul contributo materno allo sviluppo del microbioma del bambino. Uno infine avrà ad oggetto una coorte di 10 mila donne olandesi in gravidanza e seguirà per i prossimi 5 anni i nascituri.
 
am
 
Articoli correlati

07 Ottobre 2010

© Riproduzione riservata

Epatite C. Otre 3 milioni di persone testate in 5 anni, Italia leader europea per trattamenti
Epatite C. Otre 3 milioni di persone testate in 5 anni, Italia leader europea per trattamenti

Con oltre 3 milioni di persone sottoposte a screening per l’epatite C (HCV) e più di 19mila infezioni identificate in cinque anni l’Italia è sulla buona strada per eliminare l’HCV...

Long Covid. Paziente adulto trattato con successo grazie a una terapia con anticorpi. Studio italiano su The lancet
Long Covid. Paziente adulto trattato con successo grazie a una terapia con anticorpi. Studio italiano su The lancet

Una terapia con anticorpi ha ripristinato il corretto funzionamento del sistema immunitario di un paziente adulto con Long Covid severo dimostrandosi così efficace per il trattamento di questa condizione. Il...

Disturbi del neurosviluppo. Iss: “Scoperto gene alla base delle più frequenti forme recessive, primo passo per diagnosi più rapide e future terapie”
Disturbi del neurosviluppo. Iss: “Scoperto gene alla base delle più frequenti forme recessive, primo passo per diagnosi più rapide e future terapie”

Fino al 10% dei casi di disturbi del neurosviluppo recessivi, che colpiscono i bambini con diversi tipi di sintomi, è riconducibile ad una alterazione di un piccolo gene non codificante...

Malattia cronica da trapianto contro l’ospite: via libera CE a belumosudil
Malattia cronica da trapianto contro l’ospite: via libera CE a belumosudil

La Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata di belumosudil -  primo inibitore selettivo di ROCK2 (ROCK2i) - per il trattamento della malattia cronica da trapianto contro l’ospite...