Obesità. Orforglipron riduce peso e migliora i fattori di rischio cardiovascolare nello studio ATTAIN-1

Obesità. Orforglipron riduce peso e migliora i fattori di rischio cardiovascolare nello studio ATTAIN-1

Obesità. Orforglipron riduce peso e migliora i fattori di rischio cardiovascolare nello studio ATTAIN-1
Lo studio di Fase 3 ATTAIN-1 conferma che orforglipron orale di Eli Lilly riduce, in media, il peso corporeo di 12,4 kg a 72 settimane negli adulti con obesità, migliorando anche i fattori di rischio cardiovascolare. Tra i partecipanti con prediabete, fino al 91% ha infatti raggiunto valori glicemici vicini alla norma.

Eli Lilly ha annunciato oggi i risultati dettagliati dello studio di Fase 3 ATTAIN-1, che ha valutato sicurezza ed efficacia di orforglipron, agonista orale del recettore GLP-1 in fase di sperimentazione, in adulti con obesità o sovrappeso associato a patologie correlate al peso, senza diabete.

I risultati dello studio sono stati presentati all’Annual Meeting 2025 della European Association for the Study of Diabetes (EASD), in corso a Vienna dal 15 al 19 settembre, e sono stati pubblicati simultaneamente dal The New England Journal of Medicine.

Le evidenze A 72 settimane, tutte e tre le dosi di orforglipron in sperimentazione (6 mg, 12 mg e 36 mg) hanno raggiunto l’endpoint primario, ottenendo una riduzione del peso corporeo superiore a quella osservata nel gruppo placebo. Inoltre, tutte le dosi hanno mostrato risultati clinicamente significativi negli endpoint secondari chiave, inclusa la percentuale di partecipanti con riduzione del peso corporeo (≥10%, ≥15% e ≥20%), e nella riduzione della circonferenza vita.

“L’obesità è una patologia complessa e possiamo ormai considerarla una vera emergenza sanitaria globale – dichiara Paolo Sbraccia, Professore ordinario di Medicina Interna, Università degli Studi di Roma Tor Vergata – è fondamentale dunque avere a disposizione strumenti efficaci e maneggevoli per agevolare i pazienti nel percorso di perdita di peso. I risultati completi di ATTAIN 1 confermano le grandi potenzialità di orforglipron in questo senso, con un’efficacia sul calo ponderale e sulla riduzione della circonferenza vita consistente con la classe degli inibitori GLP-1, unita al vantaggio della formulazione orale. Inoltre, orforglipron ha dimostrato un’attività su fattori di rischio cardiovascolare spesso associati all’obesità, con miglioramenti clinicamente significativi.”

Nello studio ATTAIN-1, i partecipanti che assumevano la dose più alta di orforglipron hanno perso in media 12,4 kg (12,4%) a 72 settimane. Negli endpoint secondari, il 59,6% dei partecipanti alla dose più alta ha perso almeno il 10% del proprio peso corporeo, mentre il 39,6% ne ha perso almeno il 15%. Tra i 1.127 partecipanti con prediabete all’inizio dello studio, fino al 91% di coloro che assumevano orforglipron ha raggiunto valori glicemici vicini alla norma, contro il 42% nel gruppo placebo.

Orforglipron ha inoltre migliorato diversi fattori di rischio cardiovascolare frequentemente associati all’obesità, come colesterolo non-HDL, pressione arteriosa sistolica e trigliceridi. In un’analisi esploratoria pre-specificata, la dose più alta ha ridotto i livelli di proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP), un marcatore di infiammazione, del 47,7%.

“Le persone che vivono con obesità presentano esigenze ampie e diversificate: il peso corporeo, l’emoglobina glicata, i lipidi, la pressione arteriosa e altri parametri di salute vengono monitorati e gestiti regolarmente nella pratica clinica – sottolinea Kenneth Custer, vicepresidente esecutivo e presidente di Lilly Cardiometabolic Health – I risultati dello studio ATTAIN-1 sono incoraggianti, in quanto dimostrano che orforglipron è in grado di migliorare numerosi di questi aspetti.”

“Grazie alla sua somministrazione semplice, in formulazione orale una volta al giorno – conclude Custer – orforglipron rappresenta una valida opzione per le cure primarie, dove un intervento tempestivo può tradursi in benefici significativi e duraturi per la salute dei pazienti.”

17 Settembre 2025

© Riproduzione riservata

Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla
Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla

All’indomani dell’Assemblea di Farmindustria resta una sensazione difficile da scacciare. La politica promette, le imprese chiedono, tutti invocano innovazione, competitività, accesso rapido alle cure, superamento del payback, attrattività del Paese....

Farmaci biosimilari. Dieci anni dalla Legge 232 è allarme sulla corsa al massimo ribasso. Ibg Egualia: “Preservare il modello italiano”
Farmaci biosimilari. Dieci anni dalla Legge 232 è allarme sulla corsa al massimo ribasso. Ibg Egualia: “Preservare il modello italiano”

A dieci anni dall’introduzione della Legge 232/2016, l’Italia si conferma tra i Paesi europei con il più elevato utilizzo di farmaci biosimilari e con un modello che ha contribuito ad...

Estate a tavola, dall’Iss le regole per picnic, spiagge e cene all’aperto senza rischi
Estate a tavola, dall’Iss le regole per picnic, spiagge e cene all’aperto senza rischi

Pranzi in spiaggia, escursioni in montagna, picnic nei parchi cittadini e cene condivise con amici e familiari. L'estate invita a trascorrere più tempo all'aria aperta e a consumare i pasti...

Prontuario farmaceutico. Federfarma: “Revisione necessaria, ma non penalizzi i cittadini”
Prontuario farmaceutico. Federfarma: “Revisione necessaria, ma non penalizzi i cittadini”

“Dopo 30 anni, sicuramente una revisione del Prontuario si rende necessaria. Prima di tutto perché questa revisione è prevista da una legge dello Stato, con obiettivi di ricerca di sostenibilità e...