Obesità, stop allo stigma “linguistico”: Parole O_Stili e Lilly lanciano il glossario europeo

Obesità, stop allo stigma “linguistico”: Parole O_Stili e Lilly lanciano il glossario europeo

Obesità, stop allo stigma “linguistico”: Parole O_Stili e Lilly lanciano il glossario europeo

Quasi il 60% degli adulti e un bambino su tre in Europa vivono con obesità. In occasione del World Obesity Day, Parole O_Stili e Lilly lanciano “Non c’è forma più corretta”, il primo glossario europeo che promuove un linguaggio rispettoso e inclusivo per ridurre stigma e pregiudizi

Quasi il 60% degli adulti e circa un bambino su tre in Europa sono sovrappeso o vivono con obesità. Lo stigma e un linguaggio non pertinente possono ostacolare l’accesso alle cure e incidere negativamente sulla qualità della vita.

In occasione del World Obesity Day, promosso dalla World Obesity Federation e celebrato ogni anno il 4 marzo, Parole O_Stili, in collaborazione con Lilly, lancia “Non c’è forma più corretta”, il primo glossario europeo per attingere a un linguaggio più rispettoso, inclusivo e accurato quando si parla di obesità. L’iniziativa mette a disposizione strumenti concreti per media, istituzioni, professionisti della salute e cittadini.

“Non c’è forma più corretta” raccoglie e approfondisce 25 parole e concetti chiave – tra cui body shaming, grassofobia, stigma clinico, taglia forte. Per ciascun termine vengono evidenziate espressioni offensive o denigratorie e formule di uso comune, anche apparentemente positive, che possono risultare inappropriate.

Pubblicato lo scorso anno in italiano con il patrocinio dell’Associazione Pazienti Amici Obesi, il glossario è ora disponibile anche in polacco, rumeno e ceco; sono in arrivo anche le versioni croata e ungherese. Nei diversi Paesi coinvolti, le associazioni di pazienti stanno contribuendo con il proprio endorsement, con l’obiettivo di ampliare il dialogo a livello europeo e promuovere una cultura condivisa della cura.

“Le parole hanno un peso reale: possono ferire, escludere o colpevolizzare chi vive con obesità, ma possono anche diventare strumenti di cura – commenta Rosy Russo, presidente di Parole O_Stili – Con questo glossario vogliamo offrire strumenti linguistici consapevoli e rispettosi, perché cambiare le parole è il primo passo per cambiare lo sguardo e restituire dignità alle persone”.

L’obesità è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una malattia cronica complessa e multifattoriale, determinata dall’interazione di fattori biologici, genetici, ambientali, sociali e culturali. Non è quindi riducibile a una questione di responsabilità individuale, anche se nell’immaginario collettivo è spesso associata a colpa o mancanza di volontà.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, lo stigma legato all’obesità può influenzare negativamente l’accesso ai servizi, la qualità delle diagnosi e l’aderenza ai trattamenti. Le persone che vivono con obesità riferiscono esperienze frequenti di giudizio o semplificazione clinica, che possono portare a ritardare diagnosi o a evitare la presa in carico da parte del Servizio sanitario nazionale. Lo stigma finisce così per colpire in modo sproporzionato chi è già esposto a fragilità sociali ed economiche, ampliando le disuguaglianze di salute.

“Lo stigma associato alla patologia continua a rappresentare una delle principali barriere per le persone con obesità. In questo contesto, il linguaggio che utilizziamo ha un ruolo determinante: può favorire accoglienza e sostegno, oppure alimentare esclusione e giudizio”, afferma Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Lilly Italy Hub, “In occasione della Giornata Mondiale di sensibilizzazione sull’obesità, la diffusione europea del glossario ‘Non c’è forma più corretta’, una guida al linguaggio rispettoso e inclusivo, rappresenta un passo concreto per sensibilizzare sul tema e riaffermare la responsabilità che come azienda sentiamo verso chi vive con obesità e verso il sistema salute nel suo complesso”.

Per accompagnare l’iniziativa, Parole O_Stili e Lilly hanno realizzato un video-manifesto, disponibile dal 4 marzo sui canali social, cui seguirà una campagna digitale dedicata. Il video traduce in immagini il senso del progetto, richiamando la responsabilità delle parole nel racconto dell’obesità e invitando a superare stereotipi e semplificazioni che alimentano lo stigma. Un messaggio che sottolinea come il linguaggio sia parte integrante di una cultura della cura.

Il glossario è consultabile online da media, istituzioni, professionisti della salute e cittadini. Le traduzioni sono state realizzate secondo linee guida linguistiche condivise, curate da Parole O_Stili con la supervisione di Lilly; è inoltre in corso la validazione da parte delle associazioni di pazienti locali, per garantire coerenza culturale e sensibilità nei diversi contesti nazionali.

03 Marzo 2026

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