Omeopatia. Dalle imprese del settore un vademecum su corretto uso dei farmaci omeopatici

Omeopatia. Dalle imprese del settore un vademecum su corretto uso dei farmaci omeopatici

Omeopatia. Dalle imprese del settore un vademecum su corretto uso dei farmaci omeopatici
Il presidente di Omeoimprese: ““Ci siamo allineati a quanto richiesto dalla legge non senza sacrifici. Ci si auspica che con il nuovo esecutivo si possa intavolare una discussione seria, onesta, sulle potenzialità della medicina complementare. Mi aspetto che l’omeopatia venga rappresentata all’interno delle istituzioni”. IL VADEMECUM.

In occasione della Giornata Internazionale della Medicina Omeopatica in programma martedì 10 aprile, Omeoimprese, l’associazione che rappresenta la aziende che in Italia producono e distribuiscono farmaci omeopatici, lancia un vademecum sul corretto uso dei farmaci omeopatici.
 
“In base al Decreto Legislativo 219/2006 i Medicinali Omeopatici, Omotossicologici ed Antroposofici, sono farmaci approvati dall’Autorità sanitaria italiana, tanto che dal 1°gennaio 2019 saranno in vendita solo se completi di AIC, l’Autorizzazione all’immissione in commercio assegnata dall’Agenzia Italiana del Farmaco”, spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga. “Con questo vademecum che sarà oggetto, a cominciare da domani, di una campagna sui principali media nazionali e nelle farmacie presenti sul territorio nazionale, vogliamo provare a diffondere un corretto approccio ai nostri medicinali, troppo spesso vessati da una piccola parte della comunità scientifica, che però è capace di fare la voce grossa. Un problema, peraltro, solo italiano. Chiedi al medico o al farmacista sarà il nostro mantra perché ogni farmaco ha una sua specificità”.
 
Secondo Omeoimprese, in Italia, sono 9 milioni le persone che ricorrono almeno una volta all’anno all’omeopatia. Un dato in crescita rispetto al marzo 2016, nonostante i fatturati delle aziende non abbiano brillato nel 2017, a causa del ritiro di quasi 10.000 dei 13.000 prodotti in commercio. Il comparto ha infatti chiuso con un -7,2%, passando da un fatturato di 349 milioni nel 2016, agli attuali 324 milioni, perdendo 2 milioni di pezzi.
 
“Una razionalizzazione fisiologica, non indolore, dei listini dei nostri associati a seguito della regolamentazione prevista dalla legge, la quale ha consentito allo Stato di incassare oltre 4 milioni di euro relativi alle tariffe di registrazione”, ha detto Gorga.
 
“Ci siamo allineati a quanto richiesto dalla legge non senza sacrifici. Nonostante ciò, in questi mesi il comparto è stato oggetto di attacchi mediatici pregiudizievoli e tendenziosi, con il solo scopo di colpire un settore industriale florido e che, ricordo sempre, non pesa sulle casse dello Stato, ma è a totale carico del paziente. Ci si auspica che con il nuovo esecutivo si possa intavolare una discussione seria, onesta, sulle potenzialità della medicina complementare. Mi aspetto che l’omeopatia, poiché regolamentata dalla legge, venga rappresentata all’interno delle istituzioni”, ha concluso il presidente Omeoimprese.
 

09 Aprile 2018

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