Oncologia. L’Aiom: “Le terapie innovative ancora negate a molti pazienti italiani”

Oncologia. L’Aiom: “Le terapie innovative ancora negate a molti pazienti italiani”

Oncologia. L’Aiom: “Le terapie innovative ancora negate a molti pazienti italiani”
Gli oncologi chiedono di avere accesso al nab-paclitaxel, una terapia innovativa, per i 12mila pazienti colpiti ogni anno nel nostro paese da tumore del pancreas. L’Italia è anche maglia nera in Europa per i tempi di accesso alla terapia. L’allarme lanciato a Roma in occasione del congresso “NanoHealth Seminar: focus on Oncology”.

Si chiama nab-paclitaxel ed è un farmaco innovativo, frutto di un connubio high-tech tra una molecola della tradizione oncologica e un guscio di albumina nanomolecolare, che gli consente di andare a segno e di colpire al cuore i tumori. Anche quelli più ostici e difficili da trattare, come il carcinoma pancreatico. Rappresenta l’unica vera novità di trattamento da vent’anni a questa parte per questo tipo di neoplasia, assicurano gli esperti. Ma è una novità disponibile per ora solo all’estero. “Perché da noi – spiega il prof. Stefano Cascinu, Direttore dell’Oncologia Medica degli Ospedali Riuniti di Ancona e Presidente AIOM – ancora attende il semaforo verde dell’AIFA; questo farmaco non figura infatti nemmeno nell’elenco speciale istituito dalla legge 648, che prevede l’utilizzo immediato di molecole per patologie orfane, in mancanza di alternativa terapeutica”. Gli oncologi premono dunque per avere a disposizione il nab-paclitaxel, anche perché, per i 12mila italiani colpiti ogni anno dal tumore del pancreas non ci sono grandi altre possibilità di terapia.
 
“Il nab-paclitaxel legato all’albumina – spiega Cascinu – riesce a superare più facilmente lo stroma, la spessa componente di sostegno del cancro costituita dal tessuto connettivo e dai vasi sanguigni, liberando il suo potenziale terapeutico proprio all’interno del tumore”. Nell’Unione Europea, il nab-paclitaxel è indicato per il trattamento del carcinoma mammario metastatico, quando il trattamento di prima linea non sia più efficace e quando la terapia convenzionale, inclusa un’antraciclina, non risulti più appropriata. Il 15 gennaio scorso, laCommissione Europea ha dato l’Ok all’impiego di nab-paclitaxel, in associazione alla gemcitabina, per iltrattamento di prima linea del carcinoma pancreatico metastatico; in Italia però l’Aifa non ha ancora concesso la rimborsabilità per questa indicazione.
 
“Le nanoparticelle avranno un ruolo sempre più importante nel trattamento dei tumori”. Ad affermarlo è il più grande esperto mondiale del settore, il prof. Mauro Ferrari, presidente del Methodist Hospital Research Institute di Houston, che prosegue: “aprono infatti nuovi orizzonti alla personalizzazione del trattamento, come le target terapies e i farmaci biologici. Sono strutture grandi appena qualche atomo che si prestano a diventare ‘vettori’ in grado di penetrare con facilità nei vasi sanguigni in prossimità del tessuto tumorale, consentendo così di aumentare fino al 33% la concentrazione locale di principio attivo. Nel nostro laboratorio di Houston, in collaborazione con ingegneri Nasa, abbiamo realizzato veri e propri ‘razzi multistadio’ microscopici, per assolvere a questi compiti”. Le nanotecnologie non trovano applicazione solo nel campo delle terapie, ma anche nella diagnostica. Ma naturalmente, come sempre, l’innovazione ha uno scotto da pagare.
 
“L’introduzione delle nanotecnologie nel campo della cura della salute è rilevante oltre che per l’impatto clinico e sociale, anche per quello economico – ricorda la dottoressa Laura Fabrizio, Presidente SIFO – per il problema della sostenibilità per il SSN nonché per la gestione di nuovi potenziali rischi derivanti dalle nanoparticelle. Il contributo del farmacista ospedaliero nel campo dell’innovazione è richiesto in tutte le fasi del percorso, dalla valutazione costo/efficacia, all’investimento/disinvestimento, dalla farmacovigilanza, alla decisione fino al monitoraggio degli esiti e della sicurezza.”
 
E intanto l’AIOM lancia la campagna PanCrea: creiamo informazione, per sensibilizzare medici e cittadini sulla prevenzione e sulle innovazioni nei trattamenti. La campagna si avvarrà di opuscoli, sondaggi e di un tour che si snoderà in sette Regioni per fare informazione sul tumore del pancreas, patologia subdola e tutt’altro che rara. E purtroppo nemmeno trattata nel migliore del modi. E’ di questi giorni infatti la pubblicazione del rapporto Euro Pancreatic Cancer Index (EPCI), incentrato sul trattamento del tumore del pancreas in Europa, che rivela come l’80% dei Paesi UE non segua i pazienti in maniera corretta. All’Italia poi spetta addirittura la maglia nera per i tempi di accesso al trattamento.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

09 Aprile 2014

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