Ossa fragili. Troppa o poca, è sempre colpa della vitamina D

Ossa fragili. Troppa o poca, è sempre colpa della vitamina D

Ossa fragili. Troppa o poca, è sempre colpa della vitamina D
La fragilità ossea si riscontra non solo in chi ha bassi livelli di vitamina D, ma anche in chi li ha troppo elevati. Lo rivela uno studio studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism che indica anche i valori ottimali: tra 20 e 30 ng/ml.

Negli anziani, sono sempre stati i bassi livelli di vitamina D a preoccupare in quanto causa di fragilità ossea. Tuttavia, uno studio in corso di pubblicazione sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism avverte: anche valori eccessivi di vitamina possono essere dannosi.
In particolare, i ricercatori del Minneapolis Veterans Affairs Medical Center e dell’University of Minnesota hanno scoperto che tra i valori di vitamina D e il rischio di fragilità ossea esiste un rapporto a “U”. Il rischio è alto in situazioni di carenza, decresce all’aumentare dei livelli fino a diventare minino nei valori compresi tra 20 e 29,9 ng/ml, ma aumenta nuovamente subito dopo.
“La supplementazione di vitamina D sta diventando sempre più popolare – ha affermato una delle autrici dello studio, Kristine Ensrud – ma l’associazione tra i livelli di vitamina D e il rischio di outcome avversi negli anziani è ancora incerto. Il nostro studio non ha rivelato alcuna associazione tra alti livelli di vitamina D e riduzione del rischio di fragilità e di morte. Piuttosto, alti livelli di vitamina D sono associati a una maggiore probabilità di fragilità”.
Lo studio ha valutato i livelli di vitamina e la salute ossea di 6.307 donne con più di 69 anni. Quelle a basso livello di fragilità ossea – circa i due terzi del campione (4.551) – sono state rivalutate a 4 anni e mezzo dall’inizio dello studio facendo emergere il rapporto a “U” tra livelli di vitamina e fragilità.
“Stanno venendo meno le prove scientifiche che supportano la supplementazione di vitamina D per prevenire la fragilità ossea o altre malattie come i tumori e per ridurre la mortalità”, ha commentato Ensrud. “I nostri studi indicano che sono necessari ampi trial clinici randomizzati sufficientemente lunghi per quantificare accuratamente gli effetti sulla salute della supplementazione di vitamina D. Non ultimo la sua eventauale capacità di ridurre l’incidenza o la progressione della fragilità ossea negli anziani”, ha concluso. 

09 Dicembre 2010

© Riproduzione riservata

Linfoma diffuso a grandi cellule B: disponibile in Italia la combinazione glofitamab + GemOx a durata fissa
Linfoma diffuso a grandi cellule B: disponibile in Italia la combinazione glofitamab + GemOx a durata fissa

Da oggi è disponibile e rimborsata in Italia la prima combinazione dell'anticorpo bispecifico CD20xCD3 glofitamab con gemcitabina e oxaliplatino (GemOx), una nuova opzione terapeutica a durata fissa per i pazienti con...

Tumore al polmone non a piccole cellule con mutazione HER2: trastuzumab deruxtecan migliora la sopravvivenza libera da progressione come trattamento di prima linea
Tumore al polmone non a piccole cellule con mutazione HER2: trastuzumab deruxtecan migliora la sopravvivenza libera da progressione come trattamento di prima linea

Trastuzumab deruxtecan ha prodotto un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto allo standard di cura (chemioterapia con doppietta platino-pemetrexed più pembrolizumab) come trattamento di...

Gravi intossicazioni nei migranti a Lampedusa, la causa è un additivo dei carburanti delle imbarcazioni. La scoperta del Centro Antiveleni Maugeri
Gravi intossicazioni nei migranti a Lampedusa, la causa è un additivo dei carburanti delle imbarcazioni. La scoperta del Centro Antiveleni Maugeri

È stato pubblicato sul New England Journal of Medicine lo studio con cui il Centro Antiveleni Maugeri Pavia - CNIT ha identificato la causa di una serie di gravi intossicazioni...

Mobilità attiva. Iss: “Migliora la salute”. In Italia 4 adulti su 10 si spostano a piedi e uno su 10 in bicicletta, ma l’abitudine è in calo
Mobilità attiva. Iss: “Migliora la salute”. In Italia 4 adulti su 10 si spostano a piedi e uno su 10 in bicicletta, ma l’abitudine è in calo

Quasi quattro adulti su dieci in Italia si spostano abitualmente a piedi e uno su dieci utilizza la bicicletta per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani....