Parkinson. Stimolazione cerebrale profonda non aumenta il rischio di demenza

Parkinson. Stimolazione cerebrale profonda non aumenta il rischio di demenza

Parkinson. Stimolazione cerebrale profonda non aumenta il rischio di demenza
La stimolazione cerebrale profonda non aumenta il rischio di demenza nei pazienti con Malattia di Parkinson. Uno studio condotto anche dall’Università Cattolica del Sacro Cuore ha valutato la prevalenza e l’incidenza cumulativa della demenza a uno, cinque e 10 anni dopo stimolazione cerebrale profonda del nucleo subtalamico in 175 pazienti, rilevando una prevalenza inferiore a quella riportata in studi su pazienti affetti da Parkinson con la stessa durata della malattia 

(Reuters Health) – Secondo uno studio retrospettivo condotto anche dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, la stimolazione cerebrale profonda del nucleo subtalamico (STN-DBS) non sembra aumentare il rischio di demenza in pazienti con Malattia di Parkinson.
 
“I timori sull’accelerazione del deterioramento cognitivo dopo STN-DBS in pazienti con malattia di Parkinson (PD) in stadio avanzato non dementi prima dell’intervento chirurgico non sono supportati dai nostri risultati”, afferma Elena Moro del CHU Grenoble Alpes, in Francia, e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.”Pertanto, i medici dovrebbero considerare il valore di raccomandare un intervento chirurgico di DBS in pazienti con qualità della vita compromessa a causa di Malattia di Parkinson e senza un significativo deterioramento cognitivo”.

La STN-DBS contribuisce a controllare le complicazioni motorie nella PD in stadio avanzato, ma alcuni studi hanno suggerito che un intervento chirurgico di DBS potrebbe peggiorare la cognizione.

Moro e colleghi hanno valutato la prevalenza e l’incidenza cumulativa della demenza a uno, cinque e 10 anni dopo STN-DBS in 175 pazienti.
Nel complesso, tutti i pazienti sono stati rivalutati a un anno, l’81% a cinque anni e il 59% a 10 anni. Al follow-up a 10 anni, 21 pazienti (12%) erano deceduti e 50 (28,6%) erano stati persi.

La prevalenza di demenza era pari rispettivamente al 2,3%, 8,5% e 29,8% a uno, cinque e 10 anni dopo STN-DBS, una prevalenza inferiore a quella riportata in studi su pazienti affetti da Parkinson con una durata della malattia simile.

L’incidenza cumulativa di demenza, inclusi i pazienti deceduti e quelli persi al follow-up, era rispettivamente del 2,3%, 10,9% e 25,7% e l’incidenza generale di demenza era di 35,6 su 1.000 persone-anno di osservazione. I predittori indipendenti di demenza al basale comprendevano sesso maschile, età più avanzata, allucinazioni, punteggio frontale inferiore ed emorragia cerebrale perioperatoria.

“Il nostro studio supporta il concetto che la DBS del nucleo subtalamico in pazienti con Malattia di Parkinson avanzata non induce demenza di per sé nel lungo periodo (dopo 10 anni di DBS)”, conclude Moro. “Questi risultati provenienti da un ampio gruppo di pazienti seguiti regolarmente per 10 anni sono importanti perché indicano che un intervento chirurgico di DBS è una procedura sicura anche nel lungo termine”.

Fonte: Neurology

 
Will Boggs
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

13 Luglio 2020

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