“Persone con demenza siano riconosciute prioritarie in Piano vaccinale”, Alzheimer Italia scrive a Draghi, Speranza e Figliuolo

“Persone con demenza siano riconosciute prioritarie in Piano vaccinale”, Alzheimer Italia scrive a Draghi, Speranza e Figliuolo

“Persone con demenza siano riconosciute prioritarie in Piano vaccinale”, Alzheimer Italia scrive a Draghi, Speranza e Figliuolo
“Si continua a parlare di persone con disabilità grave (secondo la legge 104) e loro caregiver, ma non viene fatto alcun cenno alle persone con demenza, nonostante sia stato confermato dallo stesso Iss che 1 su 5 decessi da Covid-19 ha riguardato persone che avevano una storia di demenza. La demenza è una sindrome, ovvero un insieme di sintomi causati da diverse malattie: le persone con demenza non possono pertanto essere considerate solo fragili, ma devono essere ritenute persone con malattie gravi che richiedono la priorità nel piano vaccinale”. In Italia ci sono sono un 1 e 200 mila persone ne soffrono.

Le persone con demenza non sono state considerate una categoria prioritaria in Italia al momento, né nella prima versione delle “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19” dell’8 febbraio scorso né nell’aggiornamento dello stesso documento diffuso il 10 marzo. Eppure 1 deceduto su 5 in Italia soffriva di questa patologia.

In questo senso si è attivata, richiedendo l’ingresso delle persone affette da demenza tra le categorie prioritarie nel piano vaccinale, la Federazione Alzheimer Italia, rappresentante unico per l’Italia di ADI e maggiore organizzazione nazionale no profit dedicata alla promozione della ricerca scientifica sulla demenza. La richiesta è stata inoltrata a mezzo di due lettere il 4 e il 22 marzo 2021 a firma di Gabriella Salvini Porro, Presidente Federazione Alzheimer Italia, inviate al Presidente Draghi, al Ministero della Salute, al commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Generale Figliuolo, all’Istituto Superiore di Sanità, al Comitato Tecnico Scientifico, all’Agenzia Italiana del Farmaco.

“La medesima richiesta è arrivata anche da diverse società scientifiche che si occupano a vario titolo di demenza” segnalano dalla Federazione, “quali l’Associazione autonoma aderente alla SIN per le demenze (SINDEM), la Società italiana di neurologia (SIN), la Società italiana di gerontologia e geriatria (SIGG), la Società italiana di Medicina generale e delle cure primarie (SIMG)” e “da molte altre associazioni di familiari”.

“Eppure – segnalano -, nonostante le lettere e gli appelli, a oggi la situazione non si è ancora sbloccata e all’interno delle ‘Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19’ si continua a parlare di persone con disabilità grave (secondo la legge 104) e loro caregiver, ma non viene fatto alcun cenno alle persone con demenza, nonostante sia stato confermato dallo stesso Istituto Superiore di Sanità che 1 su 5 decessi da Covid-19 ha riguardato persone che avevano una storia di demenza”.

“La demenza è una sindrome, ovvero un insieme di sintomi causati da diverse malattie: le persone con demenza non possono pertanto essere considerate solo fragili, ma devono essere ritenute persone con malattie gravi che richiedono la priorità nel piano vaccinale. In Italia ci sono un milione e 200 mila persone e loro familiari che vivono ogni giorno a stretto contatto con la demenza e ognuna di queste persone sta aspettando di veder riconosciuto il proprio diritto fondamentale alla salute. Queste persone hanno già pagato un prezzo altissimo per colpa di questa pandemia, crediamo che adesso sia indispensabile prenderci cura di loro”, conclude Salvini Porro.

Lorenzo Proia

Lorenzo Proia

30 Marzo 2021

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