Prevenire le cadute degli anziani dopo le dimissioni dall’ospedale

Prevenire le cadute degli anziani dopo le dimissioni dall’ospedale

Prevenire le cadute degli anziani dopo le dimissioni dall’ospedale
Le cadute sono un’importante causa di nuova ospedalizzazione degli anziani, secondo i dati di uno studio americano che incoraggia le strutture sanitarie a modificare il tipo di assistenza nei giorni che precedono le dimissioni del paziente anziano, con particolare attenzione alla sua mobilità e al piano terapeutico che dovrà seguire a casa

(Reuters Health) – È importante prevenire le cadute dei pazienti anziani che hanno appena lasciato l’ospedale, come sottolinea uno studio pubblicato online il 24 maggio su JAMA Network Open. I ricercatori hanno scoperto che uno dei motivi principali per cui i pazienti anziani sono nuovamente ricoverati in ospedale è che hanno una caduta poco dopo le dimissioni.
 
“Gli ospedali fanno molta attenzione al rischio di caduta del paziente mentre si trova in ospedale, ma si concentrano molto di meno su cosa accade dopo che il paziente è stato dimesso”, sottolinea Geoffrey Hoffman della University of Michigan School of Nursing, primo autore dello studio. “Bisognerebbe continuare a cercare di prevenire le cadute anche nel momento in cui il paziente si sposta dall’ospedale a casa o altrove”, continua Hoffman.

Lo studio. 
I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 8,3 milioni di pazienti dai 65 anni in su, che sono stati ricoverati nel 2013 e 2014. Circa il 14% dei pazienti è stato riammesso entro 30 giorni dalla dimissione. Tra questi pazienti, circa il 5% è stato riammesso a causa di lesioni dovute a una caduta, che diventa quindi la terza causa di riammissione dopo l’infezione batterica e l’insufficienza cardiaca.

“Questi dati suggeriscono che c’è un divario nella qualità delle cure fornite prima e dopo che i pazienti lascino l’ospedale, continua Hoffman. “Promuovere la mobilità all’interno e all’esterno dell’ospedale è fondamentale”. “Gli ospedali dispongono già di programmi per prevenire le riammissioni a causa di altre complicazioni post-dimissione. I risultati del nostro studio suggeriscono che questi programmi dovrebbero includere anche la prevenzione delle cadute”, scrivono i ricercatori nell’articolo.

I fattori di rischio. 
“Prevenire le cadute richiede interventi sfaccettati, alcuni dei quali non competono l’ospedale”, sottolinea Tamara Konetzka, ricercatrice dell’Università di Chicago che non ha partecipato alla ricerca ma ha studiato la sicurezza dei pazienti.
 
Questi interventi includono la terapia fisica e occupazionale per migliorare l’equilibrio, la revisione del piano terapeutico per evitare posologie di farmaci che possano provocare capogiri, e cambiamenti in casa, come l’installazione di corrimani e la rimozione di tappeti o superfici scivolose. I ricercatori hanno anche scoperto che i pazienti già caduti in passato, e quelli con capacità cognitive compromesse, presentano un rischio maggiore di essere riammessi per qualsiasi motivo, in particolare se, dopo la dimissione, tornano a casa piuttosto che in una struttura di cura qualificata.

Fonte: JAMA Network Open 2019

Saumya Joseph
 

(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Popular Science)

Saumya Joseph

18 Giugno 2019

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...