Prontuario farmaceutico, il Governo verso il cambio di rotta. Stop alla revisione per classi terapeutiche: si punta a una “pulizia” mirata e a rinegoziazione dei prezzi

Prontuario farmaceutico, il Governo verso il cambio di rotta. Stop alla revisione per classi terapeutiche: si punta a una “pulizia” mirata e a rinegoziazione dei prezzi

Prontuario farmaceutico, il Governo verso il cambio di rotta. Stop alla revisione per classi terapeutiche: si punta a una “pulizia” mirata e a rinegoziazione dei prezzi

A quanto si apprende è quanto sarebbe emerso dall'incontro tra Schillaci, Gemmato, Nisticò e Farmindustria la scorsa settimana. Accantonata, almeno per ora, l'ipotesi Aifa di ridefinire il Prontuario attraverso gruppi terapeutici omogenei e prezzi di riferimento. Troppi i rischi di trasferire i costi sui cittadini e forti le perplessità dell'industria.

Una significativa correzione di rotta sulla revisione del Prontuario farmaceutico nazionale. È quanto sarebbe emerso, secondo quanto apprende Quotidiano Sanità, nel corso di un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi tra il ministro della Salute Orazio Schillaci, il sottosegretario Marcello Gemmato, il presidente dell’Aifa Robert Giovanni Nisticò e i vertici di Farmindustria.

Al centro del confronto, il progetto elaborato dall’Aifa per rivedere il Prontuario farmaceutico nazionale attraverso l’individuazione di gruppi terapeutici omogenei con la definizione di prezzi di riferimento, un intervento che nelle intenzioni avrebbe dovuto contribuire a generare risparmi per il Servizio sanitario nazionale.

Da quanto emerge, tuttavia, l’impianto della proposta, su cui il Ministro in primis aveva paventato molti dubbi, sarebbe stato sostanzialmente accantonato. Il confronto avrebbe infatti evidenziato le numerose criticità di una riforma di questa portata, sia sotto il profilo dell’impatto sui cittadini sia per le ricadute sul settore industriale.

Uno degli elementi che avrebbe convinto il Governo a rallentare riguarda infatti il rischio che una revisione generalizzata del Prontuario possa tradursi, almeno in parte, in un trasferimento dell’onere economico sui pazienti. L’eventuale fissazione di prezzi di riferimento per intere classi terapeutiche potrebbe infatti comportare, in diversi casi, la necessità per il cittadino di sostenere la differenza di prezzo qualora il farmaco prescritto risultasse più costoso rispetto al riferimento individuato.

A pesare sulla decisione sarebbero state anche le forti critiche espresse dalle aziende farmaceutiche, che nelle ultime settimane avevano manifestato profonde perplessità rispetto al progetto, evidenziando il rischio di penalizzare l’innovazione e alterare gli equilibri del mercato.

La strategia che starebbe prendendo forma è quindi diversa e decisamente più graduale. L’obiettivo non sarebbe più una revisione complessiva del Prontuario, ma una “pulizia” selettiva delle categorie terapeutiche considerate maggiormente suscettibili di razionalizzazione.

Il primo intervento dovrebbe riguardare gli acidi grassi Omega-3, ritenuti uno degli ambiti nei quali sarebbe possibile conseguire risparmi significativi senza incidere sull’accesso alle cure. Le stime che circolano parlano di un beneficio economico compreso tra 100 e 200 milioni di euro.

Parallelamente, il Governo e l’Aifa intenderebbero rafforzare la leva della rinegoziazione dei prezzi con le aziende farmaceutiche. L’obiettivo sarebbe quello di ottenere ulteriori margini di efficientamento attraverso nuove trattative sui medicinali già rimborsati, evitando interventi più traumatici sul sistema di rimborsabilità.

La riunione avrebbe così segnato un cambio di impostazione rispetto alle prime ipotesi elaborate dall’Agenzia italiana del farmaco. L’obiettivo di contenere la spesa farmaceutica resta confermato, ma il percorso scelto sembra orientarsi verso interventi più circoscritti, capaci di limitare gli effetti sui pazienti e di ridurre il livello di conflittualità con il comparto industriale.

Luciano Fassari

27 Luglio 2026

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