Prostata. Frequenza di eiaculazione legata a variazione nell’espressione genica

Prostata. Frequenza di eiaculazione legata a variazione nell’espressione genica

Prostata. Frequenza di eiaculazione legata a variazione nell’espressione genica
In particolare varierebbero due cicli cellulari, con l'interessamento del tessuto adiacente a quello tumorale, in persone che soffrono di cancro della prostata. Lo studio su European Urology

(Reuters Health) – Nel tessuto della prostata, l'espressione di alcuni geni varierebbe in base alla frequenza di eiaculazione e potrebbe essere alla base del minor rischio di tumore della prostata evidenziato negli uomini che eiaculano più frequentemente. È quanto avrebbe dimostrato uno studio guidato da Jennifer Rider, della Boston University, e pubblicato su European Urology.

Lo studio
Il team ha analizzato l'espressione genica di oltre 20mila geni del tumore della prostata e delle porzioni di tessuto normale adiacenti, di 157 uomini con tumore prostatico, che avevano preso parte al Professionals Follow-Up Study. I partecipanti sono stati divisi in sei categorie, sulla base della frequenza di eiaculazione, in fasce di età 20-29 e 40-49 anni. Dai risultati non ci sarebbe stato un chiaro segnale sulla frequenza di eiaculazione alle età 20-29 anni e 40-49, rispetto all'espressione genica. Ma secondo i ricercatori, 409 geni sarebbero stati espressi in modo diverso nel tessuto prostatico normale in associazione con la frequenza di eiaculazioni nell'anno precedente. In particolare, a variare sarebbe stato il pathway di proteolisi mediata dall'ubiquitina, così come il ciclo del citrato, anche se in misura meno evidente del precedente. Mentre nessun cambiamento ci sarebbe stato a livello di espressione genica nel tessuto tumorale della prostata.

I commenti
“Abbiamo trovato molto interessante il fatto che ci fossero cambiamenti identificabili nella prostata, associati alla frequenza di eiaculazioni”, ha dichiarato Rider. I ricercatori ipotizzano che “se esiste un'associazione tra tessuto normale adiacente a quello tumorale ed eiaculazione frequente, allora forse uno dei percorsi individuati potrebbe influenzare la suscettibilità del tessuto allo sviluppo del tumore”.

Tuttavia, precisano gli autori, “i dati sull'espressione genica risalgono al momento della diagnosi o del trattamento e non a quando è stata riportata l'informazione sulla frequenza di eiaculazione”. Inoltre, “il tessuto adiacente a quello tumorale mostra alterazioni sub-molecolari che lo rendono diverso dal tessuto degli uomini senza tumore e dunque il dato potrebbe non essere estendibile” agli uomini sani, hanno sottolineato.

Fonte: European Urology

Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

Will Boggs

29 Maggio 2018

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