Psoriasi. Le tre T per gestirla

Psoriasi. Le tre T per gestirla

Psoriasi. Le tre T per gestirla
Si è concluso con l’evento “Psoriasi on-air. La parola a dermatologi e associazioni pazienti” il percorso di “Dimensione T”, un progetto di sensibilizzazione sulla psoriasi voluto da Janssen, partito nel 2019 e realizzato con la collaborazione di medici specialisti e le Associazioni Pazienti. Questo progetto ha promosso le tre T per gestire la psoriasi : Time, il tempo libero dalla malattia e dai suoi sintomi; Trust, inteso come fiducia nel proprio dermatologo, e Terapia

La psoriasi è una patologia cronica recidiva e invalidante che colpisce circa 2 milioni e mezzo di italiani. L’avanzamento della ricerca scientifica ha permesso, di fatto, di costruire un approccio personalizzato alla malattia che ha portato ad un controllo più efficace dei sintomi nel tempo, semplificandone, in diversi casi, la gestione.

“Comunicare al paziente la diagnosi di psoriasi non è mai semplice perché si tratta di una malattia cronica, con cui dovrà convivere”, dice Marina Talamonti, Ricercatrice presso Dermatologia, Dipartimento di Medicina dei Sistemi, Università degli Studi di Roma Tor Vergata. “Oggi abbiamo a disposizione terapie che possono essere portate avanti nel lungo periodo che conducono alla remissione dei segni e dei sintomi. Nell’epoca attuale in cui stiamo convivendo con il COVID stiamo cercando di ottimizzare i modelli organizzativi anche per evitare pastoie burocratiche e fare in modo che il paziente arrivi alla presa in carico in tempi adeguati, facilitare l’accesso alle terapie e favorire la continuità terapeutica”.

Dimensione T è una campagna che ha visto tante iniziative, sia attraverso i social sia con attività nelle principali città italiane, per promuovere le tre T: Time, il tempo libero dalla malattia e dai suoi sintomi; Trust, inteso come fiducia nel proprio dermatologo e infine Terapia per sottolineare che le giuste soluzioni terapeutiche possono semplificare la vita dei pazienti e dei loro medici.

“Avere farmaci che controllino le manifestazioni cutanee significa offrire una migliore qualità di vita al paziente, che è un aspetto fondamentale da tenere in considerazione”, aggiunge Giovanna Malara, Primario di Dermatologia degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. “La qualità di vita del paziente psoriasico, infatti, è fortemente compromessa considerando che si tratta di una malattia infiammatoria, sistemica e caratterizzata da lesioni spesso in aree visibili che incidono inevitabilmente sull’aspetto psicologico, sulle relazioni e sull’attività lavorativa”.
 
Uno degli elementi fondamentali sottolineati durante l’evento “Psoriasi on Air” è stato l’importanza di affidarsi fin da subito ad uno specialista, sottolineando quanto l’aspetto della fiducia sia un elemento cruciale nella costruzione del rapporto medico-paziente. È proprio la componente della fiducia un “valore aggiunto” che aiuta il paziente nel seguire il trattamento permettendogli così di ritrovare tempo per la propria vita.
 
“Per il successo della terapia è fondamentale il rapporto che si instaura tra medico e paziente”, sostiene Piergiorgio Malagoli, Responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia e Centro PSOCARE all’IRCCS Policlinico San Donato di Milano. “Oggi abbiamo a disposizione dei farmaci molto efficaci, ma a volte non è semplice spiegarne al paziente l’azione. Capire quindi quali sono le esigenze del paziente e instaurare un rapporto di fiducia ci permette di scegliere la terapia migliore sin dall’inizio”.

“Per trattare la psoriasi oggi è necessario un dermatologo ben informato”, spiega Antonio Costanzo, Direttore del reparto di Dermatologia all’Istituto Humanitas di Milano e membro del Board direttivo della società italiana di dermatologia Sidemast. “Grazie all’ampia disponibilità di specifici farmaci il dermatologo può decidere quale meccanismo infiammatorio bloccare, controllando in questo modo la malattia in maniera efficace e nel lungo tempo. L’efficacia di un trattamento oggi si misura nella riduzione della quantità delle lesioni, che deve essere almeno del 90%, e nel miglioramento significativo della qualità di vita. I farmaci odierni hanno inoltre un profilo di sicurezza molto elevato e possono essere assunti anche per lunghi periodi”.

Oltre che con il dermatologo, spesso è necessario che il paziente con psoriasi debba interfacciarsi con altri specialisti. “La psoriasi, come altre malattie infiammatorie croniche sistemiche, si associa e determina l’aumento del rischio di altre patologie, come quelle cardiologiche, metaboliche ed epatiche”, afferma Stefano Piaserico, Responsabile del Centro Regionale per la Psoriasi del Veneto, Professore Associato dell’Università di Padova. “Una terapia sistemica, convenzionale o biologica, può avere un impatto su altri organi, quindi è importante garantire un approccio multidisciplinare. Per questi motivi è fondamentale la collaborazione stretta tra dermatologo e altre figure come cardiologo, epatologo, gastroenterologo, psicologo, creando un team che si ‘muove’ intorno al paziente”.

25 Novembre 2021

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