Rapporto psichiatra-paziente nell’era virtuale

Rapporto psichiatra-paziente nell’era virtuale

Rapporto psichiatra-paziente nell’era virtuale
In piena era digitale, gli psichiatri devono sviluppare nuove capacità e competenze per usare la tecnologia nella loro pratica e portare avanti nel modo giusto le relazioni virtuali con i loro pazienti. Un articolo pubblicato da JAMA Psychiatry mette in evidenza opportunità e difficoltà legate alla telepsichiatria

(Reuters Health) – Gli psichiatri devono sviluppare nuove capacità per gestire le relazioni su diverse piattaforme tecnologiche e scenari digitali. È quanto emerge da uno studio condotto da Jay H. Shore della University of Colorado Anschutz Medical Campus School of Medicine di Aurora.
 
“Gli psichiatri dovrebbero sviluppare competenze, implementare e monitorare la tecnologia nella loro pratica, nonché assicurarsi di fissare aspettative e indicazioni chiare per i pazienti sull’uso della tecnologia nelle interazioni medico-paziente”, puntualizza Jay H. Shore.

Nel suo lavoro, Shore offre un framework per valutare e gestire la tecnologia nella pratica psichiatrica nell’ambito di questi rapporti ibridi medico-paziente. Questo framework include considerazioni amministrative, operative e cliniche. Gli elementi amministrativi comprendono regole sulla privacy e la sicurezza, attrezzatura e accesso digitale, adattamento della tecnologia ai requisiti normativi e a quelli sulle cattive pratiche, giurisdizione e processi per il consenso e l’educazione del paziente.

Le componenti operative coprono questioni come la considerazione dell’uso previsto di una tecnologia, il setting clinico, gli utenti e i protocolli di comunicazione, mentre le componenti cliniche includono la consapevolezza delle differenze tra stile comunicativo e significato di una mail, di un confronto di persona o di un confronto in video, adattamento dello stile clinico al paziente e al contesto, tempistica della comunicazione e ritardi online e riconoscimento di confini professionali e gestione della reputazione.

“Questo spazio virtuale è un elemento chiave dei rapporti moderni medico-paziente”, afferma Shore. “Gli psichiatri devono monitorare continuamente la comunicazione, cercando di mantenersi sulla linea di sollecitare chiarimenti e verificare la comprensione da parte dei pazienti. Sviluppare processi formali per la comunicazione con i pazienti è importante per mantenere una struttura coerente e i confini”.

L’ostacolo principale alla riuscita gestione di queste relazioni virtuali è “la mancanza di conoscenze e comfort da parte dei medici nel lavorare per gestire lo spazio virtuale con le tecnologie. Ciò è dovuto a poche opportunità di formazione durante l’internato, quindi molti medici sono lasciati ad apprenderlo quando vengono messi in contesti clinici dove c’è bisogno della tecnologia”.

Shore raccomanda di tenere presenti gli strumenti di telepsichiatria dell’American Psychiatric Association, che coprono argomenti come anamnesi, formazione, questioni legate alla pratica clinica. “Questi strumenti, quando applicati in maniera appropriata, possono ridurre le barriere di accesso e potenziare i rapporti e la comunicazione medico-paziente”, conclude Shore.

Fonte: JAMA Psychiatry

Will Boggs 

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

23 Marzo 2020

© Riproduzione riservata

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