Ricerca. Lenzi annuncia il riordino del CNR: “Via duplicazioni, meno burocrazia, più collaborazioni con il privato”  

Ricerca. Lenzi annuncia il riordino del CNR: “Via duplicazioni, meno burocrazia, più collaborazioni con il privato”  

Ricerca. Lenzi annuncia il riordino del CNR: “Via duplicazioni, meno burocrazia, più collaborazioni con il privato”  
Intervista a La Stampa del neo presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che spiega: “Oggi veniamo trattati come un qualsiasi soggetto della PA, con gare, certificazioni anticorruzione, antimafia e quant'altro che richiedono mesi”, ma “la ricerca è una corsa dove solo uno arriva primo”. Tra gli obiettivi, dunque, sburocratizzare “molte procedure che oggi frenano la ricerca” e costruire partnership con “industriali e privati” per per valorizzare i risultati.

Rafforzare il ruolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), snellendo le procedure e dando vita a partnership che permettano di attrarre investimenti e valorizzare i risultati, anche all’estero. Sono gli obiettivi del nuovo presidente del CNR (Consiglio nazionale delle ricerche), Andrea Lenzi, che in una intervista a La Stampa annuncia il riordino delle 351 strutture periferiche del CNR, “eliminando le duplicazioni e aumentando le collaborazioni con il privato”. E riducendo la burocrazia perché “oggi veniamo trattati come un qualsiasi soggetto della PA, con gare, certificazioni anticorruzione, antimafia e quant’altro che richiedono mesi”, ma “le verifiche negli enti come il nostro andrebbero fatte, anziché a monte, a valle. Perché la ricerca è una corsa dove solo uno arriva primo”.

La concorrenza, però, per Lenzi, “non dobbiamo farcela dentro il sistema Paese, ma con gli enti delle altre nazioni”. Questo anche attraverso “accordi di collaborazione con privato e industria, non solo nazionali. Questo può dare una spinta a quella che si usa chiamare ‘diplomazia scientifica’, utile a consolidare anche i rapporti tra Stati”. Un po’ come già “avviene abitualmente nel mondo anglosassone, ma anche Oltralpe, in Francia, in Germania ecc”, spiega il presidente del CNR. Secondo cui questo nuovo modo di lavorare permetterebbe anche di attrarre e trattenere i ricercatori, perché non servono “solo condizioni economiche favorevoli, ma anche di lavoro, sburocratizzando molte procedure che oggi frenano la ricerca”.

“Fino ad oggi – aggiunge Lenzi – nessuno ha messo veramente mano a un riordino che può trasformare il Cnr da potenziale a reale motore di sviluppo del Paese”

Sul piano del deficit dell’ente Lenzi spiega che “sono state sparate cifre al vento” ma “nel Cda di giovedì abbiamo deciso di avviare una grande operazione di trasparenza, affidando a una società di revisione il compito di verificare la situazione contabile e finanziaria e il ministro Bernini ha messo già a disposizione risorse aggiuntive a patto che si lavori bene”.

Per quanto riguarda i precari del CNR, Lenzi afferma che “la ricerca scientifica è fatta di un lungo apprendistato. Venire presi con un contratto significa dover portare avanti quel progetto, non essere assunti dall’ente. Per quello bisogna dimostrare di aver imparato, possedere qualità ed essere produttivi. Non possiamo fare ‘todos caballeros’. Le sanatorie negli enti di ricerca non possono funzionare”.

04 Agosto 2025

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