Sì alla TEC in anziani fortemente depressi

Sì alla TEC in anziani fortemente depressi

Sì alla TEC in anziani fortemente depressi
In un ampio studio osservazionale condotto in USA la terapia elettroconvulsivante (TEC) è risultata efficace negli anziani fortemente depressi e a rischio suicidio.

(Reuters Health) – Secondo i risultati di uno studio osservazionale, la terapia elettroconvulsivante (TEC) si associa a un rischio inferiore di decesso nell’arco di un anno e a effetti protettivi di breve durata contro il rischio di suicidio in anziani ospedalizzati con un disturbo dell’umore.

“La TEC non è una panacea, ma quando utilizzata appropriatamente e in maniera sicura può essere efficace per ridurre la suicidalità in adulti con depressione grave o nei soggetti ad altro rischio di suicidio”, dice l’autore principale, Taeho Greg Rhee della UConn Health School of Medicine di Farmington e della Yale School of Medicine di New Haven, Connecticut.

Usando i registri Medicare, il team dello studio ha individuato 10.460 persone che avevano ricevuto un trattamento TEC in regime ospedaliero per depressione maggiore o altro disturbo psichiatrico tra il 2011 e il 2015. Tali soggetti sono stati appaiati con 31.160 controlli di simile età, sesso, diagnosi psichiatrica e altre patologie che non avevano ricevuto TEC.

Secondo quanto si apprende dall’articolo sull’American Journal of Psychiatry, rispetto al gruppo di controllo, quello della TEC presentava una inferiore mortalità per tutte le cause fino a un anno dopo la dimissione dall’ospedale (hazard ratio aggiustato, 0,61; intervallo di confidenza al 95%, da 0,56 a 0,66).
La TEC offriva anche una significativa protezione dalla morte per suicidio nei primi mesi successivi al trattamento, ma tale protezione si è ridotta nel tempo, con hazard ratio di 0,44 a un mese, 0,52 a due mesi, 0,56 a tre mesi, 0,87 a sei mesi e 0,92 a 12 mesi. A sei mesi, la riduzione del rischio non era più statisticamente significativa.

L’osservazione che gli effetti antidepressivi della TEC svaniscono nel tempo è in linea con la tradizionale comprensione del decorso terapeutico della TEC, “dove un’ampia porzione di pazienti sottoposti a TEC manifesta una recidiva dopo sei mesi senza un trattamento di continuazione”, affermano i ricercatori.
Nonostante i risultati eterogenei di diversi studi precedenti sull’effetto della TEC sul rischio di suicidio, le linee guida sul trattamento dell’American Psychiatric Association (APA) hanno raccomandato la TEC per pazienti con ideazione suicidaria acuta.

Nel complesso, gli autori affermano che i loro risultati si aggiungono a “un crescente corpus di evidenze che suggerisce un effetto positivo della TEC da un punto di vista della salute della popolazione. I futuri sforzi dovrebbero concentrarsi su modi per assicurare una più ampia implementazione di questo trattamento e per migliorare la terapia di mantenimento di pazienti gravemente malati che ricevono la TEC”.

Megan Brooks

Fonte: American Journal of Psychiatry

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Megan Brooks

21 Settembre 2021

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