Governo. Schillaci al Senato: “Transazione da 100 milioni sulle mascherine. Scelta responsabile per i conti pubblici”

Governo. Schillaci al Senato: “Transazione da 100 milioni sulle mascherine. Scelta responsabile per i conti pubblici”

Governo. Schillaci al Senato: “Transazione da 100 milioni sulle mascherine. Scelta responsabile per i conti pubblici”

Il ministro risponde al Pd sul caso JC Electronics: "Se avessimo perso in appello, la controparte avrebbe incassato tutto. Aspettare significava perdere l'unica occasione di contenere il danno". La replica di Boccia: "Decisione politica, e i soldi non erano vostri".

Una transazione da oltre 100 milioni di euro, siglata il 31 ottobre 2025, ha chiuso il contenzioso tra lo Stato e la società JC Electronics Italia S.r.l. sulla fornitura di mascherine durante la pandemia. A darne conto oggi in Aula al Senato è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo a un’interrogazione del Partito democratico.

“Con parere favorevole dell’Avvocatura, si è deciso di procedere con l’accordo transattivo, predisposto dalla stessa Avvocatura”, ha dichiarato il ministro. “Lo stesso è stato firmato il 31 ottobre 2025. Ha chiuso non solo la causa principale, ma anche gli altri contenziosi collegati, per un totale di 100.221.000 euro”.

La sentenza di primo grado e le tre ipotesi della consulenza
La vicenda trae origine da una commessa del 18 marzo 2020 per la fornitura di mascherine modello KN95, poi risolta dalla struttura commissariale. La società fece causa e il Tribunale di Roma, con sentenza n. 17025/2024 pubblicata il 7 novembre 2024, condannò la Presidenza del Consiglio e il Ministero della salute al pagamento di oltre 203 milioni di euro più interessi.

La consulenza tecnica d’ufficio aveva prospettato tre ipotesi alternative: la prima, fondata sulla non commerciabilità dei dispositivi, escludeva ogni pretesa creditoria e prevedeva la restituzione di somme da parte della società; la seconda quantificava il danno in 8,3 milioni; la terza, accolta dal giudice, in 203 milioni. Il consulente tecnico di parte del Ministero aveva aderito integralmente alla prima ipotesi.

Il tribunale ha disatteso la conclusione del proprio consulente, definita “non propriamente convincente”, adottando la terza ipotesi contabile.

Perché non si è atteso l’appello
Schillaci ha spiegato le ragioni della scelta: “Se si fosse perso in appello, l’accordo non avrebbe più fatto comodo a nessuna delle amministrazioni coinvolte, la controparte avrebbe incassato tutto senza sconti. Aspettare significava perdere l’unica occasione reale di contenere il danno dello Stato”.

Il ministro ha sottolineato che la transazione ha chiuso anche gli altri contenziosi collegati e che le risorse sono state stanziate “con l’articolo 5 del decreto-legge n. 156 del 2025 su un capitolo di bilancio dedicato, con tutti i controlli amministrativi contabili e con la registrazione della Corte dei conti. Nulla fuori dalle regole, solo la scelta più responsabile per i conti pubblici”.

La replica di Boccia
“Siamo basiti, signor Ministro. Penso sia la prima volta nella storia della Repubblica che non si aspetta l’appello, nonostante una sospensiva, e si dà per scontato che anche il terzo grado sia come il primo. Si vede che non erano soldi vostri”, ha replicato il senatore Francesco Boccia, che ha poi chiesto al ministro di mettere a disposizione tutti gli atti senza bisogno di un accesso formale.

“Decisione tecnica? No, signor Ministro, è stata una decisione politica e lei lo sa bene. Vedremo”, ha aggiunto Boccia, sottolineando le dimensioni della società: “Vogliamo sapere chi ha deciso di pagare 100 milioni a una società che ne ha fatturati al massimo quattro, quando andava bene perdeva 200-250.000 euro, che ha scoperto di far mascherine e spesso è coinvolta in feste di partito. Penso abbia un tavolo speciale ad Atreju”.

02 Luglio 2026

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