Sangue cordonale: informazione ancora inadeguata

Sangue cordonale: informazione ancora inadeguata

Sangue cordonale: informazione ancora inadeguata
Lo rivela un’indagine realizzata da una banca cordonale inglese attiva in Italia. Informazioni insufficienti per il 69% del campione e poco chiare per il 24%.

In Italia, informarsi sulla donazione e sulla conservazione del cordone ombelicale è ancora complicato. Lo sostiene un’indagine realizzata sui social media da Future Health, una banca di sangue cordonale a uso familiare inglese attiva anche in Italia.
La survey è stata condotta a novembre e sono stati circa 760 i rispondenti.
Secondo il 69 per cento del campione, le informazioni diffuse dal Ministero della Salute sono insufficienti e poco chiare per il 24 per cento. Soltanto il 4 per cento le trova adeguate e il 2 per cento soddisfacenti.
Non stupisce allora che solo il 5,8 per cento dichiara di affidarsi esclusivamente al sito del Ministero della Salute come fonte di informazioni, mentre sono maggiormente utilizzati quelli di Associazioni ed Enti (16%) e i portali delle biobanche private (29%).
Tra i canali di informazione, rientrano anche la pubblicità (che ha intercettato il 10% del campione), il web (11%), e la carta stampata (15%).
Tuttavia, sono i canali tradizionali a farla da padrona: il passaparola di amici e conoscenti (28%) e, soprattutto, i consigli dei medici (36%).
Nel complesso, però, il 41 per cento del campione dichiara di conoscere poco l’argomento.
“I dati emersi da questo sondaggio confermano la necessità di un maggiore sforzo da parte di tutti gli operatori del settore per aumentare la circolazione di informazioni su questi temi”, ha commentato Italo Tripoti, direttore generale di Future Health Italia. “Infatti, soltanto con la possibilità di accedere a informazioni complete e plurali i futuri genitori potranno fare scelte consapevoli e comprendere a pieno l’importanza di non gettare via il cordone ombelicale, conservando o donando questo importante patrimonio biologico che attualmente viene gettato via nel 97% dei casi su circa 570.000 nascite annuali nel nostro Paese”.
L’indagine ha rilevato inoltre che il 98 per cento degli intervistati si dichiara a favore della conservazione e della donazione del cordone ombelicale, soprattutto perché convinto che in futuro sempre più patologie potranno essere curabili attraverso il trapianto delle staminali cordonali (56%).
La stessa percentuale è favorevole alla conservazione di tipo autologo-solidale del sangue cordonale e per uso autologo e familiare. Rispetto a quest’ultima, le difficoltà maggiormente percepite sono la scarsa conoscenza dell’argomento (41%), il fattore economico (32,3%) e l’iter burocratico troppo complesso (24,5%). 
 
Articoli correlati

21 Dicembre 2010

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...