Settimana europea vaccinazioni/3. Fimp: “Sui social informiamo correttamente le famiglie”

Settimana europea vaccinazioni/3. Fimp: “Sui social informiamo correttamente le famiglie”

Settimana europea vaccinazioni/3. Fimp: “Sui social informiamo correttamente le famiglie”
In occasione dell’evento internazionale i pediatri di famiglia italiani risponderanno via web alle domande dei genitori. Il presidente della Federazione, Paolo Biasci: “Con la Rete possiamo rafforzare il rapporto fiduciario con bimbi e genitori e contrastare la diffidenza verso questi strumenti di prevenzione”.

La battaglia contro la crescente diffidenza sui vaccini si combatte anche attraverso la corretta informazione che ormai non può prescindere dall’uso del web e dei principali social network. Grazie a questi strumenti è possibile rafforzare il rapporto fiduciario e duraturo tra il pediatra di famiglia e i genitori e bambini residenti nel nostro Paese. E’ questo il messaggio lanciato dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) in occasione della Settimana Europea delle vaccinazioni che si tiene dal 23 al 29 aprile 2018.
 
In concomitanza con questo evento internazionale la Federazione, che rappresenta i pediatri di famiglia, ha deciso di incrementare sui social network, le informazioni e le risposte alle domande dei genitori sui temi legati alle vaccinazioni. “La Fimp ha da sempre dato molta importanza alla comunicazione con le famiglie – afferma Paolo Biasci, Presidente Nazionale Fimp -. Abbiamo sviluppato progetti anche attraverso l’uso della Rete e dei social. Ne sono un esempio la pagina Facebook FIMPrevenzione, il Progetto bfree (www.progettobfree.it) e l’App MyPED, disponibile per IOS e Android, dove periodicamente i Pediatri di Famiglia inviano informazioni e rispondono ai dubbi dei genitori sulle vaccinazioni. Questi strumenti informativi, sono ampiamente utilizzati per la gestione delle più comuni necessità pediatriche del proprio bimbo”.
 
“Il web è senza dubbio una risorsa preziosa ma al tempo stesso può diventare estremamente pericolosa se non viene utilizzata nel modo corretto – conclude Biasci -. Per questo vogliamo essere sempre più presenti sulla Rete perché è proprio in questo 'luogo' che nascono, crescono e si diffondo assurdi stereotipi, privi di ogni fondamento scientifico, verso i vaccini”.

24 Aprile 2018

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