Speciale Congresso nazionale Reumatologia/2. La Sir potenzia il Centro studi: “Segnale forte per il progresso della ricerca scientifica” 

Speciale Congresso nazionale Reumatologia/2. La Sir potenzia il Centro studi: “Segnale forte per il progresso della ricerca scientifica” 

Speciale Congresso nazionale Reumatologia/2. La Sir potenzia il Centro studi: “Segnale forte per il progresso della ricerca scientifica” 
Avviato anche lo studio Rafting, finanziato da Aifa, promosso in collaborazione con l’Istituto Mario Negri e coordinato dal Centro di reumatologia del Policlinico di Siena, per valutare l’efficacia della terapia biologica di seconda linea, in pazienti con AR e risposta inadeguata al trattamento con anti-TNF. L’annuncio dal 53° Congresso nazionale a Rimini.

Promuovere la ricerca in reumatologia, proponendo, supportando, eseguendo e diffondendo progetti di ricerca no-profit di interesse nazionale e internazionale sulla base delle priorità scientifiche identificate dal Consiglio Direttivo.
 
È questo il ruolo del Centro Studi della Società Italiana di Reumatologia nato nel 2011, che sarà ampliato e potenziato, come annunciato nel corso del terzo giorno di lavori del 53° Congresso nazionale a Rimini. Un Congresso che vede il passaggio del testimone alla Presidenza della Sir tra Ignazio Benedetto Olivieri e Mauro Galeazzi.
 
“Il Centro rappresenta un fiore all’occhiello per il panorama della ricerca Italiana in reumatologia – ha spiegato Mauro Galeazzi, Presidente Eletto Sir – un ampliamento e potenziamento del Centro sono dunque previsti nell’ottica di poter fornire evidenze, in modo scientificamente rilevante, non solo a Sir ma anche a enti regolatori o al Ministero, che sempre più richiedono la collaborazione delle Società Scientifiche come partner strategici nella definizione delle best practice.”
 
Sviluppo di studi di popolazione (studi di prevalenza, incidenza, mortalità), conduzione di studi osservazionali multicentrici e di farmaco-epidemiologia, assistenza metodologica ai Soci (disegno dello studio, gestione e analisi dei dati), formazione in metodologia della ricerca e assistenza nello sviluppo di raccomandazioni evidence-based sono le principali attività del Centro studi.
 
 “Inizialmente – ha spiegato Carlo Alberto Sciré, reumatologo con formazione in biostatistica ed epidemiologia, coordinatore del Centro, ripercorrendone la storia – si è trattato di un piccolo gruppo pilota che operava all’interno della Sir supportandone la ricerca, in linea con le tematiche prioritarie per la Società. Nel corso degli anni c’è stata una notevole crescita dell’attività e al momento il Centro gestisce più di 10 studi in contemporanea, che coinvolgono mediamente dai 30 ai 50 centri sul territorio italiano. Inoltre, sono all’attivo collaborazioni internazionali importanti nell’ambito della ricerca in reumatologia”.
 
In particolare, il Centro segue anche i Progetti Strategici Sir 2015-2019 – studi multicentrici finalizzati alla diagnosi e trattamento precoce delle malattie reumatiche, guidati da sperimentatori di riferimento del panorama reumatologico nazionale (studi ATTACk, ESORT, MITRA, LIRE, SPRING), attraverso un supporto tecnico (definizione protocollo, monitoraggio dei dati, sintesi dei risultati) –  oltre che sviluppare direttamente studi di tipo epidemiologico  (es. Studio RECORD e studio KING), o dare supporto a Gruppi di studio (es. Studio STARTER, studio UPSTREAM e studio Early LES).
 
Presentato l’avvio dello studio RAFTING. All’elenco delle molte le iniziative che la Sir sta portando ha ricordato Ignazio Oliveiri si aggiunge un nuovo Studio il Rafting, che ha ricevuto un significativo finanziamento da Aifa, “una grande sfida per la società scientifica”. 
“Lo Studio RAFTING – ha spiegato Sciré – è un grande segnale per la ricerca in ambito reumatologico in Italia, che segna così un importante riconoscimento della rilevanza istituzionale di questi lavori. Si tratta di uno studio clinico randomizzato, controllato in aperto, promosso in collaborazione con l’Istituto Mario Negri di Milano e che sarà coordinato dal centro di reumatologia del Policlinico di Siena. Lo studio ha l’intento di valutare l’efficacia della terapia biologica di seconda linea, in pazienti con artrite reumatoide che abbiano avuto una risposta inadeguata al trattamento con anti-TNF”.

25 Novembre 2016

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