Spesa farmaceutica. FAVO e UNIAMO: “No a tagli lineari che limitano l’accesso all’innovazione”

Spesa farmaceutica. FAVO e UNIAMO: “No a tagli lineari che limitano l’accesso all’innovazione”

Spesa farmaceutica. FAVO e UNIAMO: “No a tagli lineari che limitano l’accesso all’innovazione”

Le federazioni del Terzo Settore che rappresentano i pazienti oncologici e rari lanciano un appello a Parlamento e Governo: la sostenibilità del Ssn non può tradursi in un freno alle terapie innovative. Serve una programmazione condivisa, basata su dati certi e sull’horizon scanning, per garantire accesso equo e tempestivo ai farmaci salvavita.

In un momento in cui il confronto istituzionale sulla sostenibilità della spesa farmaceutica torna al centro del dibattito, FAVO (Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) e UNIAMO (Federazione Italiana Malattie Rare) intervengono con uno statement congiunto per ribadire un principio che definiscono “inderogabile”: il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, non può essere subordinato a logiche esclusivamente contabili.

Le due Federazioni, a nome di milioni di persone con tumore o malattia rara e delle loro famiglie, richiamano la responsabilità della Repubblica nel garantire, attraverso il Servizio sanitario nazionale, universalità delle cure, equità ed effettività nella presa in carico.

Il contesto europeo: accesso all’innovazione e riforma farmaceutica

Nel documento si ricorda come l’Unione europea abbia già tracciato una direzione chiara. Dal 2021, con la Mission on Cancer e il Piano europeo di lotta contro il cancro, sono state promosse iniziative concrete per assicurare standard di cura elevati e omogenei e accesso all’innovazione. In occasione della Giornata mondiale contro il cancro 2026, il Parlamento europeo ha ribadito la necessità di investimenti strutturali e di una visione strategica di lungo periodo.

Parallelamente, la nuova Strategia europea per le Life Sciences punta a rendere l’Europa il contesto più attrattivo per ricerca e innovazione entro il 2030, con un’attenzione particolare alle malattie rare, considerate ambito ad alto bisogno medico insoddisfatto. La riforma del pacchetto farmaceutico europeo, approvata a fine 2025 e in fase di attuazione dal 2026, introduce obblighi per le aziende di rendere disponibili i nuovi farmaci in tutti i Paesi Ue entro un anno dall’autorizzazione, pena la perdita di parte della protezione di mercato, e rafforza il quadro per farmaci orfani e terapie avanzate.

Sostenibilità sì, ma non a scapito dei pazienti

Alla luce del recente confronto tra il Ministro della Salute e il Presidente di Aifa, FAVO e UNIAMO sottolineano che ogni decisione di contenimento della spesa farmaceutica “esclusivamente per ragioni di bilancio” rischia di tradursi in un ridotto o mancato accesso all’innovazione terapeutica, con una negazione concreta del diritto alla salute.

L’analisi della spesa, si legge nello statement, è necessaria per garantire appropriatezza e trasparenza, ma non può diventare un ostacolo all’accesso equo, appropriato e tempestivo ai farmaci innovativi e salvavita. L’Italia, ricordano le Federazioni, è attualmente il secondo Paese europeo per disponibilità di farmaci dopo l’approvazione dell’Ema, un risultato che ha consentito a migliaia di persone di accedere a terapie capaci di modificare radicalmente la storia naturale della malattia e migliorare qualità e aspettativa di vita.

Il rischio della migrazione sanitaria

Un eventuale arretramento sul fronte dell’accesso potrebbe avere anche ricadute economiche. Il fenomeno della migrazione sanitaria, facilitato dalla direttiva europea sulla mobilità transfrontaliera, rischierebbe infatti di generare costi aggiuntivi per il Ssn, vanificando eventuali risparmi ottenuti con tagli lineari.

Le due Reti del Terzo Settore si dicono disponibili a collaborare per individuare modalità di contenimento della spesa che tengano conto non solo dei costi immediati, ma anche dei risparmi indotti nel medio-lungo periodo e dell’impatto pluriennale delle terapie innovative. Il tema, sottolineano, deve essere oggetto di un confronto parlamentare volto a definire allocazioni di budget coerenti con i bisogni effettivamente rilevati.

Programmazione, horizon scanning e confronto tra istituzioni

Tra le proposte, una “strettissima collaborazione” tra Ministero della Salute, Aifa, Istituto superiore di sanità e Regioni, insieme a un confronto aperto con i produttori. Fondamentale, secondo le Federazioni, è l’utilizzo dell’horizon scanning, basato sui dati già pubblicati da Aifa, per orientare la programmazione della spesa e prevenire interruzioni nella filiera che porta all’effettivo accesso alle terapie, a partire dai centri di riferimento.

“Ciò che non è accettabile – avvertono – è che si possa negare una terapia a un malato perché considerata troppo costosa o che si torni a logiche di selezione tra aventi diritto”. Per FAVO e UNIAMO, la difesa del Ssn richiede oggi lo stesso spirito unitario che ha portato a intese trasversali come la legge sul Diritto all’Oblio Oncologico.

L’appello finale è chiaro: garantire risorse certe e tutele effettive, rimettendo al centro la persona. Perché la salute, concludono, deve restare un valore universale e non negoziabile.

18 Febbraio 2026

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