Spesa sanitaria. I tetti sono irrazionali: il problema è la sostenibilità del sistema sanitario

Spesa sanitaria. I tetti sono irrazionali: il problema è la sostenibilità del sistema sanitario

Spesa sanitaria. I tetti sono irrazionali: il problema è la sostenibilità del sistema sanitario

Secondo un’analisi dell’Istituto Bruno Leoni la spesa farmaceutica in Italia non è fuori controllo: tra il 2022 e il 2024 è cresciuta del 2,8% annuo, meno dell’inflazione (3,3%), restando stabile all’1,1% del Pil. Il vero nodo non è quindi il livello della spesa per i farmaci ma la sostenibilità complessiva del Ssn, segnata da invecchiamento della popolazione, progresso tecnologico e aumento dei costi delle cure

Non esiste un’emergenza sulla spesa farmaceutica in Italia. Il problema riguarda piuttosto la sostenibilità dell’intero sistema sanitario.

È questa la tesi sostenuta in un’analisi dell’Istituto Bruno Leoni, che interviene nel dibattito riaperto dalle recenti dichiarazioni del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato sulla governance della spesa per i farmaci e sul trasferimento di alcune classi di medicinali dalla distribuzione diretta ospedaliera alle farmacie territoriali.

Secondo l’istituto, il dibattito continua a essere impostato su una logica di contenimento della spesa “per silos”, cioè per singole voci di bilancio, senza considerare il funzionamento complessivo del sistema sanitario. Da questa impostazione deriva il meccanismo dei tetti di spesa, che stabilisce che la spesa farmaceutica non debba superare circa il 15% della spesa sanitaria totale. Un vincolo definito “irrazionale”, perché la distribuzione ottimale delle risorse tra le diverse voci dipende da fattori esterni come l’invecchiamento della popolazione e lo sviluppo tecnologico, che possono rendere le cure più costose ma anche più efficaci e modificare il rapporto tra prevenzione e ricoveri.

Ancora più criticata è la conseguenza di questo sistema: il payback, cioè l’obbligo per le aziende farmaceutiche di contribuire a ripianare eventuali sforamenti dei tetti di spesa regionali restituendo ex post una quota dei ricavi derivanti dalla vendita dei farmaci.

Introdotto inizialmente come misura emergenziale, ricorda l’Istituto Bruno Leoni, questo meccanismo è oggi messo in discussione anche alla luce della riforma della “Most Favored Nation” adottata negli Stati Uniti dal presidente Donald Trump, che lega i prezzi dei farmaci rimborsati dal sistema pubblico americano alla media di quelli praticati in otto Paesi europei, tra cui l’Italia.

Secondo l’analisi, questo potrebbe incidere sugli investimenti delle imprese farmaceutiche europee e sulla disponibilità di farmaci innovativi nel mercato europeo.

I dati, sottolinea l’Istituto Bruno Leoni, non indicano una spesa farmaceutica fuori controllo. Tra il 2022 e il 2024, secondo i dati Osmed, la spesa è cresciuta del 2,8% annuo, meno dell’inflazione media del periodo (3,3%), con circa lo 0,8% dell’aumento attribuibile all’invecchiamento della popolazione. In rapporto al Pil, inoltre, la spesa è rimasta sostanzialmente stabile attorno all’1,1%.

La vera sfida riguarda quindi la sostenibilità complessiva del Ssn, influenzata da dinamiche strutturali come il calo demografico, l’aumento dell’età media e il crescente costo delle tecnologie sanitarie. Per l’Istituto “la questione non può essere affrontata con l’aritmetica – meri spostamenti di capitoli di bilancio – né con lo scaricabarile (come è nei fatti il sistema dei payback), strumenti che possono dare ossigeno ai conti nel breve termine ma sono controproducenti nel lungo”.

L’analisi suggerisce che sarebbe necessario “ripensare radicalmente il nostro sistema sanitario, tanto nelle modalità di erogazione delle cure quanto in quelle di finanziamento”.

“Se non si guarda avanti tenendo presenti i grandi trend in atto – chiosa l’Istituto – si rischia di ridurre la questione al litigio tra i capponi di Renzo, quando invece molto si potrebbe fare cercando di stimolare nuovi canali di finanziamento (come quello assicurativo) e una governance migliore e più orientata alla qualità e alla competizione”.

E. M.

04 Marzo 2026

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