Sport. I consigli per evitare i ‘baby-infortuni’

Sport. I consigli per evitare i ‘baby-infortuni’

Sport. I consigli per evitare i ‘baby-infortuni’
Due studi presentati all'incontro annuale dell'American Academy of Orthopaedic Surgeons avrebbero evidenziato i limiti dello specializzarsi da giovanissimi in un solo sport

(Reuters Health) – Da giovanissimi, sarebbe meglio dedicarsi a più sport, piuttosto che specializzarsi in una singola attività. E i genitori dovrebbero mettere da parte le proprie ‘proiezioni’ di successo sui figli, infatti, sarebbero molti i bambini e i ragazzi che – sotto le pressioni di mamme e papà – si dedicano a un singolo sport ma il fatto di praticare una sola attività potrebbe essere associato a un più alto rischio di lesioni. È quanto avrebbero dimostrato due studi presentati all'incontro annuale dell'American Academy of Orthopaedic Surgeons.

Più infortuni tra i bambini ‘sotto pressione’
Per valutare l'influenza dei genitori sui giovani atleti, un team guidato da Charles Popkin, della Columbia University, ha esaminato 201 genitori di pazienti pediatrici. Un terzo dei genitori avrebbe riferito che i loro figli praticavano solo uno sport, mentre il 53% aveva figli che facevano più sport, ma ne avevano uno preferito, infine il 13% aveva figli che facevano diversi sport in modo bilanciato. Più della metà dei genitori, inoltre, avrebbe dichiarato di sperare di vedere il proprio figlio giocare a livello professionale, incoraggiandolo a specializzarsi in un singolo sport.

E’ stato osservato che i bambini che si allenavano privatamente si infortunavano più facilmente dei coetanei. E i genitori che assumevano un personal trainer avevano maggiori speranze di vedere il proprio figlio giocare a livello professionale. “Culturalmente sappiamo che i genitori hanno aspettative non realistiche per i loro figli e dunque investono in lezioni private”, ha spiegato Popkin. Ma dietro questi investimenti in quantità di tempo e risorse “possono esserci pressioni non scritte e indirette da parte dei genitori”, ha spiegato l'esperto.

Gli sport più a rischio per bimbi e bimbe
Il secondo studio avrebbe invece determinato che la specializzazione in alcuni sport sarebbe associata a un elevato rischio di lesioni. In questa ricerca, Mininder Kocher, del Boston Children's Hospital, e colleghi avrebbero analizzato i dati raccolti dal 1997 al 2001 e i dati del 2004 relativi agli infortuni sportivi, per quasi 12mila bambini di età compresa tra nove e 14 anni che avevano preso parte allo studio Growing Up Today. I ricercatori americani hanno visto che tra i ragazzi, giocare a baseball e fare ginnastica sarebbe significativamente associato a un aumento del rischio di lesioni.

Mentre tra le ragazze, la corsa, il nuoto, il calcio e la ginnastica sarebbero stati gli sport caratterizzati da un aumento delle lesioni. Infine, in entrambi i gruppi, le ore totali a settimana di attività intensa sarebbero state un fattore predittivo per quel che riguardava il rischio di andare incontro a lesioni.

Il numero di ore di allenamento a settimana non deve superare l’età
“Una regola empirica del buon senso è che il numero di ore settimanali di sport non dovrebbero superare la loro età – ha spiegato Kocher – Per esempio, un bambino di 12 anni non dovrebbe fare più di 12 ore di attività sportiva a settimana. Gli infortuni sportivi sono drasticamente in aumento”. E tra i motivi potrebbe anche esserci la specializzazione in un singolo sport in giovane età. “Non voglio che studi come questo siano negativi rispetto allo sport giovanile”, ha però precisato Kocher, secondo il quale “ci sono enormi benefici in queste attività”, ha concluso.

Fonte: American Academy of Orthopaedic Surgeons

Megan Brooks

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Nutri&Previeni)

Megan Brooks

14 Marzo 2018

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