Talidomide. Garattini: “Tragedia si poteva evitare con test su animali in gravidanza”

Talidomide. Garattini: “Tragedia si poteva evitare con test su animali in gravidanza”

Talidomide. Garattini: “Tragedia si poteva evitare con test su animali in gravidanza”
Il direttore dell’Istituto Mario Negri si esprime così a difesa del senatore Giovanardi, attaccado alla Lega Anti Vivisezione per avere affermato che nel caso Talidomide “furono le donne incinta a fare da cavia: la sperimentazione sugli animali avrebbe evitato drammatiche conseguenze per migliaia di persone”.

Gli studi sugli animali in gravidanza che dimostravano come la talidomide provocasse malformazioni ai nascituri sono stati “purtroppo ottenuti in tempi successivi alla tragedia della talidomide perché all’epoca non era richiesto che i nuovi farmaci fossero studiati sulla riproduzione animale mentre oggi è obbligatorio”.
Ad affermarlo il direttore dell’Istituto Mario Negri, Silvio Garattini, chiamato in causa dal senatore Carlo Giovanardi (Pdl) accusato dalla Lega Anti Vivisezione di sostenere “assurdità scientifiche” “palesemente soggettive e tendenziose”.

Il caso è iniziato alcuni giorni fa, dopo che l'amministratore delegato della casa farmaceutica Grunenthal, Harald Stock, si era scusato da parte dell’azienda per avere taciuto sulla vicenda talidomide, il farmaco distribuito tra gli anni ’50 e ’60 contro le nausee mattutine delle donne in gravidanza e che aveva causato la nascita di oltre 10 mila bambini con gravi malformazioni, anomalie cardiache e problemi cerebrali

Una vicenda su cui il senatore Giovanardi era intervenuto sul proprio sito affermando il talidomide “purtroppo non era mai stata sperimentata su animali in stato di gravidanza prima che venisse approvato il suo impiego nelle donne incinta. Solo successivamente la somminostrazione di talidomide venne sperimentata su cavie animali, dimostrando che, in alcune specie, provocava malformazioni degli arti”.

Per Giovanardi “furono insomma le donne incinta a fare da cavia: se la sperimentazione fosse stata fatta sugli animali si sarebbero evitate drammatiche conseguenze per migliaia di persone. E' un terribile esempio da tenere ben in mente nel momento in cui alcune associazioni hanno lanciato una campagna per abrogare l'obbligo della sperimentazione scientifica sugli animali prima di mettere in commercio i farmaci”.

Affermazioni che hanno sollevato l’immediata reazione della responsabile Lav Michela Kuan. “Carlo Giovanardi – replicava Kuan sul sito della Lega Anti Vivisezione – , già tristemente noto perché alfiere del no ai cambiamenti sulla vivisezione e alla chiusura di Green Hill previsti dall'articolo 14 del Disegno di Legge Comunitaria 2011, persevera nel sostenere le assurdità scientifiche legate al modello animale e si avventura in affermazioni false e infondate”.
Per Kuan le frasi di Giovanardi sono “assolutamente prive di fondamento ed è paradossale come un esponente politico rilasci citazioni così palesemente soggettive e tendenziose".

La storia, secondo Kuan , andò così: “Il Talidomide venne messo in commercio in quasi 50 Paesi tra gli anni Cinquanta e Sessanta per la cura di malessere e nausea dovute a gravidanza, provocando migliaia di vittime le cui foto ancora oggi fanno rabbrividire: 20mila bambini nati con malformazioni, di cui molti non riuscirono a sopravvivere. Giovanardi, quindi, sfrutta le dovute implicazioni etiche legate a questa tragica pagina di storia dei diritti umani per giustificare inesistenti e deboli argomentazioni a favore della vivisezione, diffondendo un’informazione scorretta e difendendo la sperimentazione preclinica che già miete milioni di vittime animali e umane, avendo il coraggio di asservire la lobby farmaceutica persino in questo caso di palese torto. Inoltre, la prima registrazione di focomelia causata dal talidomide risale al 25 dicembre 1956, ma nel 1957 il farmaco fu comunque messo trionfalmente in commercio. Seguirono altri casi di nati focomelici a cui seguirono nuove sperimentazioni sugli animali. I test eseguiti dai ricercatori cercavano negli animali la prova di ciò che già era noto nell’uomo, ma nessuna delle specie trattate il laboratorio con il talidomide produsse feti focomelici. Un massacro di moltissimi animali che non servì a nulla e ritardò il ritiro del pericoloso farmaco dal mercato. L’assunzione del Dr.Lenz, basata su un riscontro epidemiologico con centinaia di casi focomelici, fu ignorata per ben cinque anni e gli studi sugli animali svolsero un ruolo cruciale nell’ampliare questa tragedia.”
E il Talidomide, sottolinea la Lav, “non è l’unico esempio di gravi errori nello studio di farmaci da somministrare durante la gestazione, ma solo la punta dell’iceberg che nasconde le numerose pubblicazioni scientifiche che dimostrano la non trasferibilità dei dati dall’animale all’uomo; persino nei primati, i più vicini geneticamente, addirittura la permeabilità placentale è totalmente diversa”.

Parole, quelle di Kuan, smentite all’istante da Silvio Garattini. “Prima di accusare il Senatore Giovanardi di falsità – afferma il direttore dell’Istituto Mario Negri in una nota -, dovrebbe leggersi la letteratura scientifica. Con dosi appropriate e a tempi appropriati durante il processo della gravidanza, la talidomide ha indotto malformazioni nella scimmia (macaca fascicularis) (ref. 1), nel coniglio (ref. 2 e 4), negli embrioni di pollo (ref. 3), nel ratto ma solo per via endovenosa (ref. 4), nel topo (ref. 5) e nel marmoset (ref. 6). Il ratto è l’animale meno sensibile alla talidomide anche se si osservano malformazioni solo a livello dello sterno (ref. 7). E si potrebbe continuare con la citazione di altri studi. Purtroppo – sottolinea Garattini – questi sono risultati ottenuti in tempi successivi alla tragedia della talidomide perché all’epoca non era richiesto che i nuovi farmaci fossero studiati sulla riproduzione animale mentre oggi è obbligatorio”.

Ecco, nel dettaglio, le referenze bibliografiche a cui fa riferimento Silvio Garattini.

1) Hendrickx A G
The Sensitive Period and Malformation Syndrome Produced by Thalidomide in the Crab-Eating Monkey (Macaca fascicularis)
J. med. Prim. 2: 267-276 (1973)

2) Pasquet J
Le lapin fauve de Bourgogne en tératologie
Biol. Med. (Paris) 3/2(1974)

3) Yang T J, Yang T S, Liang H M
Thalidomide and congenital abnormalities
The Lancet 1: 552-553(1963)

4) Schumacher H, Blake D A, Gurian J M, Gillette J R
A comparison of the teratogenic activity of thalidomide in rabbits and rats
The Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics 160: 1, 189-200(1968)

5) Giroud A, Tuchmann-Duplessis H, Mercier-Parot L
Production de malformations congénitales chez la Souris après administration de faibles doses de thalidomide
Compt. Rend. Hebdom. Seances Acad. SCI 255:1646-48(1962)

6) Hamilton W J, Poswillo D E
Limb reduction anomalies induced in the marmoset by thalidomide
J. Anatomy 111: 505-506(1972)

7) Klein Obbink H J, Dalderup L M
Effects of Thalidomide in the Rat Foetus
Experientia XIX/12: 645-646(1963)
 

14 Settembre 2012

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