TBC: in UK un fallimento lo screening dei migranti

TBC: in UK un fallimento lo screening dei migranti

TBC: in UK un fallimento lo screening dei migranti
Secondo uno studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases si lascia sfuggire il 70 per cento dei casi di infezioni latente che emergeranno soltanto anni dopo. Così, tra il 1998 e il 2009 i tassi di TBC sono aumentati del 50 per cento.

A oggi, nel Regno Unito, per i migranti provenienti da Paesi con un’incidenza di tubercolosi più alta di 40 casi per 100 mila abitanti l’anno, è prevista una radiografia del torace per verificare la presenza di Tbc attiva. Una strategia che potrebbe essere utile per prevenire il diffondersi dell’infezione del Paese. Se non fosse che la gran parte dei nuovi arrivati ha in realtà un’infezione latente che non viene rilevata dall’RX e che si manifesterà soltanto anni dopo il loro arrivo in UK.
Secondo uno studio condotto dall’Imperial College London che ha analizzato con un test immunologico i risultati delle analisi di 1.200 immigrati recenti sarebbe circa il 70 per cento la proporzione di immigrati positivi alla TBC che a oggi sfuggirebbero alle maglie dello screening.
Dallo studio, pubblicato su Lancet Infectious Diseases, in particolare è emerso che un quinto degli immigrati provenienti dal subcontinente indiano e un terzo di quelli provenienti dall’Africa sub-sahariana sono portatori di TBC latente. Nonostante ciò, la popolazione proveniente dal subcontinente indiano non figura tra quelle oggetto di screening.
Non stupisce allora che i tassi di infezione nella popolazione britannica siano cresciuti drasticamente negli ultimi dieci anni: di circa il 50 per cento dal 1998 al 2009. E nel 98 per cento dei casi, il veicolo dell’infezione è proprio la popolazione migrante. Tanto che negli immigrati si concentrano i tre quarti dei casi di TBC riscontrati nel Regno Unito.
“Il nostro studio indica che i migranti che arrivano da Paesi con alti tassi di TBC hanno un’alta prevalenza di tubercolosi latente, associata, naturalmente, all’alta diffusione dell’infezione nel loro paese d’origine”, ha commentato Ajit Lalvani, direttore della Tuberculosis Research Unit all’Imperial College London. “Le linee guida che definiscono quali gruppi di immigrati sottoporre a screening hanno finora fatto sfuggire la maggior parte dei casi di infezione latente. Abbiamo dimostrato – ha aggiunto – che cambiando le soglie e includendo gli immigrati del subcontinente indiano possiamo individuare il 92 per cento dei casi latenti di TBC”.
Persone che possono essere trattate precocemente prevenendo non solo il diffondersi dell’infezione, ma anche serie conseguenze per la loro salute.
Inoltre la nuova strategia, anche se comprende l'utilizzo dei test immunologici, resta costo efficace. 

21 Aprile 2011

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