Trapianti. Nuova donazione samaritana è la decima in assoluto

Trapianti. Nuova donazione samaritana è la decima in assoluto

Trapianti. Nuova donazione samaritana è la decima in assoluto

Un uomo dona da vivente un rene a una sconosciuta e le permette di tornare a una vita normale.  Tutto l’iter seguito dall’equipe dell’Ospedale di Padova. In dieci anni i dieci donatori samaritani italiani hanno permesso il trapianto di ben trenta pazienti. Feltrin (Cnt): “Scelta generosa e inconsueta, ma la donazione dopo la morte è alla portata di tutti” 

Un uomo ha donato da vivente uno dei suoi reni alla Rete nazionale trapianti, presso il Centro trapianti rene e pancreas dell’Azienda Ospedale di Padova, consentendo a una donna a lui ignota, in lista d’attesa, di ricevere il trapianto e recuperare una piena qualità di vita. Si tratta di una “donazione samaritana”, ovvero una procedura in cui una persona in perfette condizioni di salute sceglie volontariamente di sottoporsi al prelievo di un rene per offrirlo in modo anonimo, gratuito e non diretto, non a un proprio familiare ma a un ricevente sconosciuto.

L’ultima donazione di questo tipo in Italia risaliva esattamente a un anno fa ed era anch’essa avvenuta a Padova. Dal 2015, anno in cui il Centro nazionale trapianti ha attivato col via libera del Consiglio superiore di sanità questo programma specifico, si sono registrate complessivamente dieci donazioni samaritane.

La procedura di donazione e trapianto è stata effettuata alcune settimane fa, nell’arco di una singola giornata, dall’equipe guidata dalla professoressa Lucrezia Furian, direttrice del Centro trapianti padovano. Donatore e ricevente sono stati dimessi come previso nel giro di pochi giorni, e oggi sono entrambi in ottime condizioni.

l percorso del donatore

Il donatore samaritano, seguito in tutto il suo percorso dal Centro trapianti rene-pancreas dell’Ospedale di Padova, è stato sottoposto a un rigoroso iter clinico, immunologico e psicologico prima dell’ammissione al programma. Come previsto dal protocollo nazionale, due commissioni di terza parte – una regionale e una nazionale – hanno esaminato dettagliatamente la candidatura. Il via libera definitivo è arrivato dal Tribunale territorialmente competente, che ha autorizzato il prelievo dopo aver verificato la piena libertà, gratuità e consapevolezza della scelta. La procedura di prelievo non comporta rischi particolari e chi vi si sottopone può tornare a una vita perfettamente normale.

Dopo l’autorizzazione del magistrato, il Centro nazionale trapianti, guidato dal dottor Giuseppe Feltrin, ha accettato la donazione del rene. In questo caso non è stato possibile individuare una coppia donatore-ricevente incompatibili per avviare, come nei casi precedenti, una catena di trapianti incrociati; pertanto, l’organo è stato assegnato secondo il protocollo ordinario al primo paziente candidabile in lista d’attesa presso il Centro trapianti di Padova.

In 10 anni realizzati 30 trapianti di rene grazie a 10 donatori samaritani

Con quest’ultima donazione, salgono a dieci i donatori samaritani che dal 2015 hanno compiuto questa scelta in Italia. Complessivamente, le donazioni samaritane hanno reso possibili 30 trapianti di rene, che hanno coinvolto, oltre ai 10 donatori, anche 21 coppie donatore-ricevente. “Ogni organo donato viene ricevuto dalla Rete trapianti con responsabilità e riconoscenza, e questo diventa ancora più vero quando questo gesto arriva da un donatore samaritano”, commenta il direttore generale del Centro nazionale trapianti Giuseppe Feltrin. “Siamo grati a questa persona per la sua decisione generosa, e siamo sicuri che davanti alla sua storia in molti rifletteranno sul valore inestimabile della donazione degli organi. Le donazioni samaritane sono sicuramente inconsuete, ma la donazione dopo la morte è una scelta alla portata di tutti: oggi, con 8mila persone in attesa di trapianti, dare il proprio consenso alla donazione è più che mai fondamentale”.

15 Dicembre 2025

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