Trapianti. Una macchina permette di conservare il fegato fuori dal corpo per 7 giorni

Trapianti. Una macchina permette di conservare il fegato fuori dal corpo per 7 giorni

Trapianti. Una macchina permette di conservare il fegato fuori dal corpo per 7 giorni
Grazie ad una nuova tecnica di perfusione è possibile mantenere “vivo” un fegato all’esterno del corpo per circa una settimana, rispetto alle 12 ore delle procedure attualmente disponibili. La macchina, messa a punto dai ricercatori di Zurigo, rappresenta una vera e propria svolta, poiché potrà portare ad un aumento del numero di fegati disponibili per il trapianto. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology

"Il successo di questo esclusivo sistema di perfusione – sviluppato in un periodo di quattro anni da un gruppo di chirurghi, biologi e ingegneri – apre la strada a molte nuove applicazioni nella medicina dei trapianti e dei tumori aiutando i pazienti senza innesti epatici disponibili” ha spiegato il Prof. Pierre-Alain Clavien, Presidente del Dipartimento di Chirurgia e Trapianti presso l'Ospedale Universitario di Zurigo.

La ricerca fa parte del progetto Liver4Life, sviluppato dai ricercatori dell’ospedale di Zurigo, dal Politecnico federale di Zurigo (ETH) e dal Wyss di Zurigo. "La più grande sfida nella fase iniziale del nostro progetto è stata quella di trovare un linguaggio comune che consentisse la comunicazione tra clinici e ingegneri”, ha spiegato il Prof. Philipp Rudolf von Rohr, professore di ingegneria di processo presso l'ETH di Zurigo e co-leader con il professor Clavien.

La macchina di perfusione sviluppata fornisce al fegato l’apporto di ossigeno e le sostanze chimiche necessarie. In questo studio iniziale sei su dieci fegati danneggiati sono tornati ad essere funzionali dopo una settimana di perfusione.  Il prossimo passo sarà usare questi organi per il trapianto.

Un successo aprirebbe la strada per lo sviluppo di nuove tecniche di trapianto per i pazienti affetti da cancro o da malattie epatiche gravi che non avrebbero altre alternative.
In caso di cancro al fegato, ad esempio, è possibile rimuovere chirurgicamente la parte malata dell’organo, che poi, grazie alla capacità del fegato a rigenerarsi, sarà ricostituita. In alcuni casi però il tumore è troppo esteso, quindi non si può procedere alla resezione. Grazie alla nuova tecnica sarà invece possibile recidere un piccolo pezzo sano di fegato del paziente, farlo crescere nella macchina per la perfusione per una settimana e poi trapiantarlo, al posto del fegato malato.

La nuova strategia potrà essere usata anche quando i pazienti ricevono il fegato da un donatore (trapianto allogenico), in caso di malattie epatiche croniche allo stadio terminale. Persino i fegati danneggiati o grassi provenienti da persone decedute, durante la perfusione per diversi giorni possono ritornare ad essere sani e perfettamente funzionali.
 
Camilla de Fazio

Camilla de Fazio

13 Gennaio 2020

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