Tumore al polmone: basta un esame del sangue per la diagnosi precoce

Tumore al polmone: basta un esame del sangue per la diagnosi precoce

Tumore al polmone: basta un esame del sangue per la diagnosi precoce
Un test molecolare messo a punto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano consente di individuare con due anni di anticipo rispetto alla Tac spirale il cancro al polmone. Inoltre riesce a distinguere tra tumori aggressivi e non.

Potrebbe essere una rivoluzione nella diagnosi precoce del cancro al polmone. Un esame diagnostico, basato sull’analisi dei microRNA circolanti nel sangue in grado di diagnosticare il tumore al polmone con largo anticipo rispetto ai migliori strumenti diagnostici attualmente a disposizione.A metterlo a punto, ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che ne hanno dimostrato l’efficacia in uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences.
La ricerca ha arruolato per cinque anni, due gruppi, rispettivamente di 1000 e 5000 persone, ritenuti a rischio perché forti fumatori e sui quali era già in corso un programma per la diagnosi precoce del tumore del polmone con Tac spirale (che è in grado di ricostruire il polmone a strati di 1 mm rilevando anche noduli di piccole dimensioni). In aggiunta sono stati prelevati campioni di sangue per l’analisi di laboratorio e l’individuazione dei microRNA.Nel corso del periodo, nei due gruppi sono stati diagnosticati con Tac spirale rispettivamente 38 e 53 casi di tumore del polmone. Nell’ambito di questi tumori lo studio ha identificato due diverse categorie: tumori a buona prognosi con soppravvivenza pari al 100% e tumori più aggressivi a prognosi molto sfavorevole.
I pazienti a cui è stato diagnosticato il tumore presentavano tutti livelli alterati dei microRNA. Ancora più importante, però, è che tali valori erano già presenti due anni prima che la patologia fosse diagnosticata attraverso la Tac spirale e dalle loro caratteristiche era possibile prevedere se il tumore sarebbe stato aggressivo.“Nel corso di queste ricerche – ha spiegato Gabriella Sozzi, responsabile della struttura di Genomica tumorale dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e uno dei coordinatori della ricerca – ci siamo resi conto che la presenza di alti valori di uno solo di questi microRNA non erano sufficienti per segnalare la presenza del tumore. La grande innovazione di questa ricerca, infatti, è stata studiare i rapporti tra queste molecole, cioè, per esempio, cosa succedeva quando uno di questi aumenta mentre un altro diminuisce o quale significato possa avere l’aumento combinato di due o più di essi. Così siamo riusciti a trovare la firma del tumore”.
Sebbene occorrano ancora anni e ulteriori studi prima dell’utilizzo clinico del test diagnostico, il valore della scoperta è chiaro. Non a caso l’Istituto dei tumori ha già avviato le procedure per ottenere il riconoscimento del brevetto per la procedura, che potrebbe avere ricadute importantissime non soltanto sulla salute dei pazienti, ma anche sui conti dei servizi sanitari.Il costo di un simile esame, confrontato a quello dell’esecuzione della Tac spirale, è infatti notevolmente inferiore. Inoltre la capacità di distinguere tra tumori aggressivi e non potrebbe consentire percorsi terapeutici separati per i malati evitando trattamenti aggressivi laddove non sono necessari.
“Questi risultati – ha aggiunto il direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano Marco Pierotti – spiccano nel campo della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori, un campo così importante da costituire uno dei capitoli del progetto EurocanPlatform, con cui la Commissione Europea intende rafforzare il legame tra ricerca preclinica e clinica attraverso una rete di 18 Centri di ricerca e cura oncologici europei, tra cui la Fondazione Istituto Nazionale dei Tumori, per creare una continuità tra scoperte, innovazione tecnologica e applicazione terapeutica”.

24 Febbraio 2011

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