Tumore al seno. Mangiare noci potrebbe ridurre il rischio di recidiva e decesso

Tumore al seno. Mangiare noci potrebbe ridurre il rischio di recidiva e decesso

Tumore al seno. Mangiare noci potrebbe ridurre il rischio di recidiva e decesso
Uno studio osservazionale americano ha portato in evidenza un’associazione positiva tra consumo di noci e riduzione del rischio di recidiva e mortalità nelle donne sopravvissute a un tumore del seno. Ma avvertono i ricercatori: “La causalità dell’associazione deve essere confermata da studi clinici”.

(Reuters Health) – Le sopravvissute a un tumore al seno che consumano molte noci corrono un rischio minore di recidiva e decesso. L’evidenza emerge da un’analisi dei dati relativi a oltre otto anni di follow-up di 3.449 pubblicata dall’International Journal of Cancer. “Le noci contengono molti nutrienti e fitochimici con effetti antiossidanti, antinfiammatori e inibitori della crescita tumorale”, osserva il coautore dello studio, Xiao-Ou Shu del Vanderbilt University Medical Center di Nashville, Tennessee. Anche se lo studio ha rilevato un’associazione, non ha provato un rapporto causa-effetto. Spiega Shu: “I nostri risultati si sono basati su uno studio osservazionale. La causalità dell’associazione deve essere confermata da studi clinici”.

Lo studio
Per esaminare più approfonditamente il possibile impatto del consumo di noci sul rischio di recidiva nelle donne sopravvissute a un tumore al seno, Shu e colleghi si sono serviti dei dati dello Shanghai Breast Cancer Survival Study. I ricercatori si sono concentrati su pazienti sopravvissute oltre cinque anni dopo la diagnosi di cancro e che avevano completato una valutazione alimentare dettagliata durante un’intervista di follow-up a cinque anni.

Il team di ricerca ha escluso le pazienti con tumore al seno in situ e quelle con un consumo di qualsiasi tipo di noci superiore a 500 grammi al giorno. In questo modo, sono rimaste nell’analisi 3.449 pazienti.

Nel contesto della valutazione alimentare, le pazienti sono state invitate a rispondere sulla frequenza di consumo delle noci. Successivamente, sono state divise in tre gruppi a seconda della quantità di noci consumate: nulla, mediana e superiore alla mediana.

La maggior parte delle partecipanti di entrambi i gruppi ha ricevuto diagnosi di tumori positivi al recettore per gli estrogeni (ER) o al recettore per il progesterone (PR).

Le consumatrici di noci avevano più probabilità rispetto alle controparti di essere diagnosticate allo stadio 1, di essere più giovani alla diagnosi, di avere un indice di massa corporea inferiore, di avere un apporto energetico totale superiore, un punteggio CHFP-2007 più elevato e un maggior apporto di alimenti a base di soia.

Inoltre, chi mangiava noci aveva più probabilità di avere un’istruzione superiore, un reddito più elevato, un maggior livello di attività fisica e di essere stata sottoposta a immunoterapia.

Durante il follow-up sono stati registrati 374 decessi per tutte le cause, tra cui 252 per tumore al seno. 10 anni dopo la diagnosi, rispetto alle donne che evitavano le noci, quelle che le consumavano presentavano una sopravvivenza generale più elevata (93,7% vs 89,0%, P=0,003) e una maggiore sopravvivenza libera da malattia (94,1% vs. 86,2%, P<0,001).

Dopo aver considerato età alla diagnosi, apporto energetico totale, reddito, stadio della malattia, stato ER, stato PR, età di menopausa, attività fisica, punteggio CHFP-2007, consumo di alimenti a base di soia, indice di massa corporea e variazioni del peso, il consumo di noci si associava a una sopravvivenza libera da malattia significativamente migliore (hazard ratio, 0,52), ma a una sopravvivenza generale non significativamente migliore.

Quando i ricercatori hanno analizzato i dati sulla quantità di noci consumate, hanno riscontrato un rapporto dose-risposta per la sopravvivenza generale e libera da malattia. Rispetto alle donne che non consumavano noci, quelle che ne facevano un consumo superiore alla mediana (17,32 grammi a settimana) e uguale o inferiore alla mediana presentavano rispettivamente un rischio del 52% e del 45% inferiore di recidiva del cancro, metastasi o decesso per tumore al seno, con un rapporto dose-risposta lineare.

Fonte: International Journal of Cancer

Linda Carroll

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Linda Carroll

27 Ottobre 2021

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