Tumore al seno triplo negativo metastatico: sacituzumab govitecan migliora la sopravvivenza in prima linea

Tumore al seno triplo negativo metastatico: sacituzumab govitecan migliora la sopravvivenza in prima linea

Tumore al seno triplo negativo metastatico: sacituzumab govitecan migliora la sopravvivenza in prima linea
Nello studio ASCENT-03, sacituzumab govitecan in prima linea ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione nel tumore al seno triplo negativo metastatico non eleggibile a immunoterapia. Lo studio è stato presentato al Congresso ESMO e pubblicato dal The New England Journal of Medicine

Buone notizie per le pazienti che soffrono di tumore alla mammella triplo negativo metastatico non candidati al trattamento con inibitori di PD-1/PD-L1. Nello studio di fase III ASCENT-03 sacituzumab govitecan -impiegato come terapia di prima linea – ha fatto registrare, rispetto alla chemioterapia, un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (PFS).

Sacituzumab govitecan è un anticorpo farmaco coniugato di Gilead, first-in-class, diretto a Trop-2, un antigene di superficie cellulare altamente espresso in diversi tipi di tumore Questi risultati sono stati presentati al Congresso 2025 della European Society for Medical Oncology (ESMO) e pubblicati contemporaneamente dal The New England Journal of Medicine.

Lo studio ASCENT-03
ASCENT-03 ha soddisfatto con successo l’endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione – con una riduzione del 38% del rischio di morte o di progressione di malattia con sacituzumab govitecan rispetto a chemioterapia (HR: 0,62; p<0,0001).

La sopravvivenza libera da progressione mediana con sacituzumab govitecan è risultata di 9,7 mesi rispetto a 6,9 mesi con chemioterapia.
Queste evidenze sono risultate coerenti nei sottogruppi predefiniti, tra cui pazienti con prognosi sfavorevole (come quelli che presentano recidiva a meno di un anno dopo il trattamento nel setting curativo) e indipendentemente dalla chemioterapia scelta.

“Le pazienti con tumore della mammella triplo negativo metastatico non eleggibili all’immunoterapia presentano una prognosi sfavorevole, con opzioni terapeutiche limitate e una rapida progressione di malattia – spiega Giuseppe Curigliano, Presidente eletto ESMO (Società Europea di Oncologia Medica), Professore di Oncologia Medica all’Università di Milano e Direttore Divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci per Terapie Innovative allo IEO di Milano – Sacituzumab govitecan, il primo farmaco anticorpo coniugato diretto contro Trop-2, si è già dimostrato efficace nel migliorare la sopravvivenza sia nel tumore della mammella metastatico triplo negativo che in quello HR+/HER2-, la forma più diffusa di carcinoma mammario”.

“I risultati dello studio ASCENT-03 – continua Curigliano – che ha valutato sacituzumab govitecan rispetto alla chemioterapia tradizionale come trattamento di prima linea del tumore della mammella metastatico triplo negativo, ampliano le prospettive di utilizzo di questa terapia in un setting di pazienti che presenta bisogni clinici ancora insoddisfatti. La capacità di sacituzumab govitecan di ritardare la progressione di malattia rappresenta un importante progresso terapeutico per questa popolazione di pazienti, stabilendo un potenziale nuovo standard di cura”.

“Nel 2024, in Italia, sono stati stimati quasi 53.700 nuovi casi di carcinoma della mammella – sottolinea Saverio Cinieri, Presidente di Fondazione AIOM – La forma triplo negativa rappresenta circa il 15% di tutti i casi di tumore del seno. È una delle più gravi e aggressive e, da sempre, fra le più difficili da trattare. Negli ultimi anni, lo scenario terapeutico è in costante evoluzione anche in questo tipo di neoplasia e l’innovazione sta portando risultati importanti, come evidenziato nello studio ASCENT-03. I farmaci anticorpo-coniugati stanno assumendo un ruolo sempre più centrale, grazie alla loro efficacia. In particolare, sacituzumab govitecan è un farmaco innovativo che sfrutta la capacità di un anticorpo di raggiungere un bersaglio specifico sulle cellule tumorali, portando con sé un potente chemioterapico. Questo permette di ottenere l’effetto antitumorale e di ridurre la tossicità legata all’esposizione delle cellule normali”.

Per quanto riguarda la sopravvivenza globale (OS), i dati non erano maturi al momento dell’analisi primaria di sopravvivenza libera da progressione. A questo proposito va considerato che l’80% delle pazienti trattate con chemioterapia in prima linea nell’ambito dello studio e che hanno avuto accesso ad un trattamento successivo, hanno ricevuto sacituzumab govitecan in seconda linea. Gilead continuerà a monitorare i risultati della sopravvivenza globale con il follow-up in corso e con la pianificazione di ulteriori analisi.

“ASCENT-03 è il secondo studio di Fase 3 con un regime basato su sacituzumab govitecan che mostra una sopravvivenza libera da progressione superiore a chemioterapia in prima linea del TNBC metastatico, evidenziando il suo potenziale di migliorare i risultati dei pazienti con opzioni terapeutiche limitate”, dichiara Dietmar Berger, Chief Medical Officer, Gilead Sciences,“Con questi risultati potenzialmente in grado di cambiare la pratica clinica, sacituzumab govitecan è destinato a trasformare il panorama terapeutico in prima linea del TNBC metastatico, offrendo una necessaria alternativa alla chemioterapia”.

Profilo di sicurezza
Il profilo di sicurezza di sacituzumab govitecan nello studio ASCENT-03 è risultato coerente con gli studi precedenti e non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza in questa popolazione di pazienti. Gli eventi avversi più frequenti di grado ≥3 derivanti dal trattamento sono stati neutropenia (67%) e nausea (61%) con sacituzumab govitecan e neutropenia (57%) e anemia (50%) con chemioterapia. Un numero inferiore di pazienti ha interrotto il trattamento a causa degli eventi avversi con sacituzumab govitecan rispetto a chemioterapia (4% vs.12%).

21 Ottobre 2025

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