Ulcere cutanee. Arriva la “pelle spray” per curarle

Ulcere cutanee. Arriva la “pelle spray” per curarle

Ulcere cutanee. Arriva la “pelle spray” per curarle
Testato negli Stati Uniti il trattamento che potrebbe rivoluzionare la cura di ferite e ulcere: uno spray che ricopre la lesione con cellule della pelle e proteine coagulanti, permettendo una guarigione più rapida ed efficace. Lo studio che ne parla pubblicato su The Lancet.

Per curare ferite o ulcere cutanee potrebbe presto essere disponibile uno spray che spruzza un leggero strato di cellule della pelle. Il nuovo ritrovato è stato infatti testato con successo da un team di ricercatori dell’Università di Miami e dell’azienda Healthpoint Bioterapeutics: secondo lo studio pubblicato su The Lancet sarebbe utile a guarire le piaghe più durature e dolorose, in modo efficace e veloce.
 
In particolare lo spray era stato pensato per curare le ulcere agli arti inferiori, una condizione di difficile e lunga guarigione di solito causato dalla pressione troppo alta nelle vene che può danneggiare la pelle e dunque creare una lesione. Il trattamento standard consiste nell’usare bende che comprimono la ferita, che però riescono a curare solo il 70% dei casi nei primi sei mesi. Altri metodi prevedono il prelievo di pelle da altri punti del corpo per coprire la piaga e aiutarla a guarire.
Il nuovo metodo invece, permette di spruzzare delle cellule della pelle e proteine coagulanti direttamente sull’ulcera, e mostra i miglioramenti più visibili se somministrato ogni due settimane: la ferita si riduce velocemente, a partire dal momento in cui inizia la cura, tanto che dei partecipanti 228 partecipanti allo studio il 70% risultava guarito dopo appena tre mesi (contro il 46% del gruppo di controllo).
Un risultato dunque più semplice e veloce dei precedenti. “Se lo mettiamo a confronto ad esempio con la possibilità di prelevare tessuti da altre parti del corpo, il vantaggio è subito chiaro”, ha spiegato Herbert Slade, coordinatore dello studio. “Non solo non si generano altre ferite per prendere pelle sana, ma non bisogna nemmeno preparare l’ulcera o altre parti del corpo al trattamento, e in questo modo il paziente ne guadagna in qualità della vita”.
Ora che l’efficacia e la sicurezza del trattamento sono state testate, i ricercatori dovranno valutarne l’effettiva utilità come trattamento di routine e i costi.

07 Agosto 2012

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