Un gene protegge gli afro-americani dalle malattie cardiovascolari

Un gene protegge gli afro-americani dalle malattie cardiovascolari

Un gene protegge gli afro-americani dalle malattie cardiovascolari
Una particolare caratteristica genetica, presente in un quarto degli afro-americani, riduce fino a dieci volte il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora ha identificato una mutazione di un singolo gene posseduta da circa un quarto degli afro-americani in grado di proteggere dalle malattie cardiovascolari.Un effetto protettivo a dir poco impressionante: chi possiede questa caratteristica genetica in una “singola copia” ha infatti un rischio di 5 volte inferiore di essere colpito da malattie del cuore e dei vasi sanguigni. Rischio ulteriormente dimezzato per chi ne ha due copie.
“Pensiamo che quel che abbiamo scoperto sia la prima relazione ereditaria tra malattie cardiache ed etnia afro-americana”, ha scritto la coordinatrice dello studio, l’epidemiologa Diane Becker. “E si tratta di un effetto protettivo. Questa nuova relazione – ha aggiunto – non è un generico effetto protettivo, abbiamo trovato la precisa localizzazione sul gene CDKN2B, un gene […] implicato nell’aumento del rischio di malattie coronariche in altre etnie”.La ricercatrice ha inoltre chiarito che soltanto un quarto degli afro-americani hanno questa specifica caratteristica genetica e solo nel 6 per cento è presente in duplice copia. Pertanto, è vero che “molti afro-americani godono dei benefici di questa carattaristica genetica, ma ciò non avviene per la maggior parte di essi”.
Lo studio, pubblicato on line sul Journal of Human Genetics, è stato condotto su 548 afro-americani tra i 26 e i 60 anni dell’area di Baltimora e confermato con altre centinaia di campioni provenienti da Atlanta e Durham.Il prossimo passo, secondo il team, sarà comprendere se questa caratteristica potrà essere usata come marker genetico per la messa a punto di un test che consenta di stratificare la popolazione sulla base del rischio cardiovascolare.

28 Gennaio 2011

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