Una pomata contro l’Hpv

Una pomata contro l’Hpv

Una pomata contro l’Hpv
Un team di ricercatori americani ha messo a punto la prima sostanza in grado di curare le infezioni da Hpv. La ricerca è a uno stadio preliminare, ma potrebbe rendere un ricordo la rimozione chirurgica delle lesioni causate dal virus.

A oggi, per una donna (o un uomo) che risulti positiva al Papillomavirus non c’è molto da fare. Non esistono farmaci per curare l’infezione, l’unica soluzione è trattare le lesioni che questa provoca asportandole.Presto, però, le cose potrebbero cambiare: un gruppo di ricercatori della Tufts University School of Medicine hanno individuato una sostanza in grado di impedire al virus la replicazione e che potrebbe diventare il principio attivo di una pomata anti-Hpv.
Nello studio, pubblicato su The FASEB Journal, il team ha concentrato la propria attenzione su una proteina del virus, denominata E2, che è coinvolta in numerose attività virali, compresa la replicazione del virus oltre che l’attivazione di alcuni geni in grado di promuovere la degenerazione dell’infezione in cancro. Hanno dunque messo a punto una sostanza (chiamata E2R) in grado intromettersi nel normale funzionamento della proteina che negli esperimenti su colture cellulari ha dimostrato di essere capace di impedire la replicazione del virus. Soprattutto dei ceppi 16 e 18, due tra quelli a più alto rischio di causare tumori.Dal momento che l’Hpv infetta il tessuto epiteliale, secondo i ricercatori, l’impiego ideale della sostanza potrebbe essere per uso topico.
“Attualmente non ci sono cure per l’Hpv e le opzioni terapeutiche disponibili consistono nella distruzione dei tessuti infetti. Abbiamo sviluppato un inibitore in grado di bloccare l’espressione di alcune proteine dell’Hpv in colture cellulari. Si tratta di un primo passo verso la messa a punto di un trattamento topico contro questo virus in grado di causare il cancro”, ha commentato James Baleja, professore associato di biochimica e coordinatore dello studio.
Importante sarà capire come l’impiego della pomata per il trattamento delle infezioni in futuro potrà integrarsi con l’impiego dei vaccini anti-Hpv che le infezioni dovrebbero prevenirle. “I vaccini stanno aiutando ad abbassare l’incidenza dell’Hpv, ma non aiutano i milioni di uomini e donne che hanno l’infezione in corso, specialmente quelli che hanno un’infezione persistente ad alto rischio”, ha precisato Baleja. “Inoltre problemi economici e sociali rendono difficile la somministrazione del vaccino su larga scala, specialmente nei Paesi in via di sviluppo. Un trattamento topico per l’Hpv potrebbe essere invece essere una soluzione anche economicamente vantaggiosa”. 

03 Maggio 2011

© Riproduzione riservata

Morbillo. Bambino morto a New York: primo decesso in 30 anni. Hochul accusa l’amministrazione Trump. Ecco perché ha ragione
Morbillo. Bambino morto a New York: primo decesso in 30 anni. Hochul accusa l’amministrazione Trump. Ecco perché ha ragione

Un bambino è morto, una governatrice democratica attacca un presidente repubblicano, il morbillo torna a uccidere dopo trent'anni. La morte è avvenuta nello Stato di New York ed è il...

Payback dispositivi medici 2015-2018. Il Consiglio di Stato sospende gli atti ministeriali: stop ai recuperi con effetti su tutte le imprese
Payback dispositivi medici 2015-2018. Il Consiglio di Stato sospende gli atti ministeriali: stop ai recuperi con effetti su tutte le imprese

Nuovo, importante passaggio giudiziario nella lunga vicenda del payback sui dispositivi medici. Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza cautelare n. 4658/2026, pubblicata oggi, ha accolto l’istanza presentata dalla società Iatrotek...

Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Conto da 12,5 miliardi per le imprese entro il 2029”
Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Conto da 12,5 miliardi per le imprese entro il 2029”

Un conto complessivo stimato in 12,5 miliardi di euro per le imprese dei dispositivi medici nel periodo 2019-2029, con una prima rata relativa al 2019 da versare entro il 30...

Emofilia. Le terapie migliorano la vita dei pazienti ma l’assistenza non tiene il passo, cinque priorità per superare le disuguaglianze
Emofilia. Le terapie migliorano la vita dei pazienti ma l’assistenza non tiene il passo, cinque priorità per superare le disuguaglianze

Le nuove terapie hanno profondamente cambiato la storia dell'emofilia, consentendo ai pazienti di vivere più a lungo e con maggiori possibilità di autonomia. Ma l'organizzazione dell'assistenza non ha tenuto il...