Vaccini anti Covid. “I pazienti con demenza siano inclusi nelle categorie fragili”. L’appello di Società scientifiche, Associazioni di pazienti e Cittadinanzattiva

Vaccini anti Covid. “I pazienti con demenza siano inclusi nelle categorie fragili”. L’appello di Società scientifiche, Associazioni di pazienti e Cittadinanzattiva

Vaccini anti Covid. “I pazienti con demenza siano inclusi nelle categorie fragili”. L’appello di Società scientifiche, Associazioni di pazienti e Cittadinanzattiva
Nell’elenco delle patologie afferenti alla categoria 1 dedicata all’elevata fragilità inserite nel Piano vaccinale, non sono contemplate le demenze. Simdem, Sin, Sigg e Simg, Aima e  Cittadinanzattiva: “Le persone con demenza non sono in grado di tollerare l’uso di Dpi, né li comprendono; faticano a sopportare l’isolamento sociale. La vaccinazione è una necessità per i pazienti e i loro caregive”

“Le persone affette da demenza siano incluse tra le categorie fragili aventi diritto alla priorità per il vaccino Covid-19, indipendentemente dall’età anagrafica o dal grado di malattia”.


 


Questa la richiesta ufficiale dell’Associazione autonoma aderente alla Sin per le Demenze (Simdem), delle Società Italiana di Neurologia (Sin), della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg), delle Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie (Simg), e dell’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer (Aima) e Cittadinanzattiva inviata all’Iss, all’Aifa e all’Agenas, in virtù delle tante segnalazioni da parte di clinici, familiari e caregiver e alla luce dell’aggiornamento del Piano vaccinale avvenuto nei giorni scorsi.

“Purtroppo – sottolineano in una nota Amalia Bruni Presidente Sindem, Gioacchino Tedeschi Presidente Sin, Francesco Landi Presidente Sigg, Ovidio Brignoli Vice Presidente Simg, Patrizia Spadin Presidente Aima e Antonio Gaudioso Segretario Generale Cittadinanzattiva – nell’elenco delle patologie afferenti alla categoria 1 dedicata all’elevata fragilità, non sono contemplate le demenze quando proprio le persone affette da queste gravi patologie sono facili target per il virus: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, infatti, circa un terzo delle donne e quasi un quinto degli uomini morti per Covid-19 avevano una storia di demenza. È necessario, quindi, non cadere nell’errore di ritenere che le vaccinazioni degli over 80, dei ricoverati in Rsa, dei disabili gravi ai sensi della Legge 104/1992, esaurisca la platea ancora vastissima delle persone con demenza, di fatto escluse dalla priorità di vaccinazione, e per le quali quindi di richiede l’inserimento in tabella 1”.
 
Le persone con demenza, prosegue la nota, non sono in grado di tollerare l’uso di dispositivi di protezione individuale, né li comprendono; faticano a sopportare l’isolamento sociale, il cambio di abitudini, le mutate relazioni. Da qui la fatica centuplicata dei caregiver, il peggioramento generalizzato dei pazienti, l’aumentato pericolo di contagio e l’obbligo ad una prigionia stretta.
 
La vaccinazione è una necessità per i pazienti e i loro caregiver, confortati in questo dalle parole pronunciate a Bergamo dal Premier Draghi: “Non accadrà più che le persone fragili non vengano adeguatamente assistite e protette”.

23 Marzo 2021

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